Ovvero, il passatempo che consiglio a chiunque intenda a dedicarsi al vasto mondo chiamato "Arte" o "Magia" e no, non lo dico come allenamento alla veggenza, ma come valida alternativa. Meno rischi, al massimo si danneggia sè stessi e si libera il mondo, siamo sovrappopolati.
Il giullare torna acido e graffiante, ma menzognero come sempre, c'è solo da seguirlo o abbandonarlo, ma  perdonate, la captatio benevolentiae non è mai stata il mio forte.

Ora quella che può apparire come una provocazione a bella posta è purtroppo il frutto di una valutazione assolutamente fredda e per convincervi di ciò non posso che esporre gli ultimi due casi che l'hanno alimentata: il primo il suicidio della Gatto Trocchi, il secondo una richiesta di aiuto.
Partiamo dalla seconda, tralasciando di come la gente continui a beccarmi, ormai è una comica continua.
Ecco qui la storia di un signore che decide di fare il mago, si ritiene fighissimo e fortissimo e la gente gli crede. Ho constatato come a fronte di una autoconvinzione scellerata più la credulità della gente, più studi e accumulo di oggetti, avevano forgiato una persona veramente pericolosa, ma con la capacità reattiva di un bradipo zoppo.
Fin qui appare tutto logico: persona che non sarebbe destinata a fare una cosa, che ci riesce perchè nessuno lo ignora/lo paracula debitamente /gli sbatte in faccia un po' di realismo, che usa ciò che sa/può a fin di male. Dove per male intendo sempre il generare caos (no, non quello buono creatore-distruttore, l'altro) e danneggiare con la filosofia infantile del "posso farlo quindi lo faccio". In fondo anche chi può essere convincente e mette la gente uno contro l'altro , semina zizzania, rompe amicizie etc, fa la stessa identica cosa.
Ora, gente così fa da vivaio per "altra gente" che fa danni gratuitamente, passa a massacrare/corrompere chiunque si affacci a questo particolare mondo, e la cosa in generale mi secca. Quando poi lega e incatena allegre creaturine mi secca anche di più. Quando poi la natura vuole che il solito reattivo-giustiziere per porre rimedio finisca per fare solo il gioco della gentaglia di cui sopra mi scoccio all'ennesima potenza.
E quindi? E quindi semplicemente se tutti i vari creduloni avessero saputo fare il loro, tutto sto circolo vizioso non si sarebbe mai creato.
Ma ovviamente non basta. Torniamo ai nostri allegri praticanti della domenica, che si sentono "tanto tanto destinati" o chissà, magari che vogliono solo sentirsi speciali, e zompettano allegramente fra simboli e boschi.
Questa bellissima gente che crea zone di energia più incasinata di un gomitolo col quale abbia giocato un branco di gattini sotto anfetamine.
Questa magnifica gente che può finire per aprire porte cui non era destinata (o secondo qualcuno, cui era destinata eccome, ma non certo per il proprio bene).
Questa geniale genia che finisce prima o poi per crearsi guai / cadere nella paranoia / farsi guidare da qualcuno che *non è in grado di controllare*.

Ora facciamo un passo indietro. Avete mai fatto l'autostop? avete mai assaggiato il senso di completa impotenza mentre la macchina cammina e non siete voi al volante? non potete fare nulla se non pregare che l'altro sia una persona buona, sana di mente, e che sa guidare. Personalmente lo ritengo un incubo.
Eppure tanta tanta gente si affida non solo in fisico, ma anche in anima e mente, a un maestro. Un maestro che guida, e loro son passeggeri.

Certo, mi direte, tutti prendono l'autobus. E magari penserete anche che gli "attestati" possono sostituire la patente. Se vi fa piacere credetelo, ma mi auguro per il mio e per il vostro bene che un'auto vi tiri sotto domani. Rapido e indolore, e ci si vede la prossima vita.

Ora, forse l'ho già accennato, ho conosciuto una persona il cui "maestro" aveva insegnato si e no i primi rudimenti per lavorare, nessun mezzo per capire, e poi buttava contro i suoi "nemici" e le sue sfighe personali. Carne da macello come quella che si aizza prima di una manifestazione, per poi squagliarsi prima della carica della polizia. Non ci credete? Non siete vissuti nei luoghi/periodi giusti, o forse vi coltivavate delle sante fette di prosciutto, ma sta di fatto che al 90% chi infervora gli animi, miracolosamente, non è mai in prima linea. Ma l'argomento l'ha spiegato Fabrizio De André, nella canzone Morire per delle idee, traduzione di "Mourir pour des idées" di Georges Brassens e non intendo dilungarmi oltre in questa sede.
Adesso mi capita la conoscenza trasversale di un gruppo che si è fidato di un sacerdote di Apollo, scoprendo poi troppo tardi che si trattava di un seguace di Loki. E vi dirò, parteggio per Loki in questo caso. Se non che questi geni fatti e finiti anziché dedicarsi al ricamo come il buon senso suggerirebbe, si va a far aiutare dal magista citato all'inizio di questa pagina...
Risultato: danneggiare sè stessi, potenzialmente chi hanno vicino, nutrire gente per nulla simpatica (e non parlo del piano materiale), rafforzare persone per nulla carine e spingere qualche amico idiota a levarli dai guai.
E' un po' come quando uno si indebita, difficilmente danneggia solo sè stesso, o quando si droga. non siamo monadi che vagano allegre e staccate dal mondo.

Giocando alla roulette russa invece il massimo danno che si arreca al mondo è quello di liberarlo dalla propria presenza, e dopo il dolore del lutto gli sciagurati rimarranno tristi ma illesi.

Non siete convinti? Passiamo alla Gatto Trocchi.
Se sapete chi è bene, se non lo sapete passate sulla wikipedia. Io ho scoperto della sua esistenza in modo indiretto, leggendo le proteste indignate per il suo essersi preposta come missione scoprire le sette, sbugiardarle, infiltrarsi, demolire la fama di chiunque si dedicasse all' "Arte" e accomunare tutti ai famosi satanisti del sabato sera e... e non so che altro. Ma di sicuro si è fatta invitare spesso e volentieri qui e lì per spiegare come tutti i riti fossero idiozie ed ha scritto vari libri.
Da come ne parlo balzerà evidente che non mi sono mai curata troppo di lei, in realtà mi ricordavo della sua esistenza solo per un dibattito seguito alle sue spavalde dichiarazioni dopo che le avevano lanciato un cuore di bue (o maiale?) in giardino. Lei era molto stile "ah io sono l'eroina, non retrocederò" ed io grosso modo ero dell'idea che così le si dava solo corda, e che quella carne era buona per qualche cane affamato.
Nemmeno sapevo si fosse suicidata fino a quando non mi hanno passato un lungo ragionamento del buon (?) Lev (o Uriel) partito da questo fatto. Per pura correttezza verso quest'uomo, col quale a quanto pare dovrò essere sempre moderatamente concorde per un 70% delle cose e ferocemente contraria per un sostanziale 30%, cito anche il suo secondo scritto sull'argomento, che a onor del vero manco ho letto.
Concordo in particolare sulla sua conclusione :


"Cosi' come l'ateo piu' marxista finisce col convertirsi prima della morte, quando la ratio si arrende, cio' in cui non abbiamo voluto credere si libera non appena le prime catene iniziano a cedere. L'orrore, il timore che "e se fossero state quelle maledizioni, quelle macumbe? e se li avessi lasciati stare, sarebbe successo?" non trova freni. Non perche' ci crederete, ma semplicemente perche' NON avrete la forza di NON crederci, prosciugata dalla tragedia.

E allora reggere la tragedia diviene, da difficile, impossibile. Coloro che si immergono, senza la bussola della religione, nel mare dell'occulto sono destinati a vedere il risveglio dei demoni, non appena qualcosa minera' la forza emotiva con la quale li tengono a bada.

Un tempo si diceva che solo le persone sacre potessero calcare le terre misteriose."


Ma non voglio partire qui, voglio partire dalla feroce ironia di tutta questa vicenda, una grandissima ironia, da spanciarsi dal ridere con un sapore amaro di fiele in bocca. Questa donna ha sacrificato tutta la sua vita, e più avanti spiegherò perchè secondo me, per dimostrare che tutti questi "settaroli della domenica" non hanno alcun potere, ed alla fine con il suo ultimo gesto lascia tutti con il superstizioso timore che, in fondo, non è affatto prudente inimicarsi certa gente.
E' paradossale, da morire dal ridere, se non avesse fatto nulla probabilmente molta più gente sarebbe rimasta scettica!

Passiamo ora ai ragionamenti che il fatto suggerisce. Lev/Uriel sostiene grosso modo che i simboli agiscono all'interno di noi, che finchè la razionalità regge va tutto bene e poi si sentono gli effetti sull'inconscio che...
Bene io non credo affatto che i simboli abbiano nè solo valenza psicologica nè prevalente valenza psicologica. Ritengo che siano grosso modo come macchinari, che fanno ciò che ci serve solo se li si sà usare e se li si usa nel modo giusto. Per intenderci, presente cosa è far scrivere con il T9 sul cellulare uno non abituato? Certo non risparmia tempo e nervosismo.
Certo un pentacolo messo lì a caso avrà lo stesso effetto da una Ferrari in giardino senza chiave nè patente. E' uno status symbol, ingenera certe idee nella percezione di sè ed in quella degli altri ma, grosso modo, serve a una ceppa. Impressiona. Nel senso proprio di imprimere qualcosa.

Bene, ora diciamo che questa signora si è infilata in un ambiente che non era il suo, munita di tanta conoscenza e una fede di ferro.
Si signori miei, ma spiegherò più avanti cosa intendo.
Si è immersa in un ambiente dove girano "cose" da questo e dall'altro lato, si è messa come fanale ad attirare creature che trovavano sbarramento solo nella sua saldissima fede (e non in guardiani / aiuti esterni) più le maledizioni (letteralmente) tirate da chi s'è sentito infangato/beffato. Ora a prescindere dalle effettive capacità rituali/magiche di chiunque se la sia presa con lei (e sospetto siano molto basse) l'animosità, la malevolenza, generano i loro effetti. Mai sentito che mal-occhio viene appunto da oculus malus, insomma "guardare male"? I pensieri hanno un loro potere, la volontà anche, i pensieri ripetitivi anche di più. Come minimo era un polo di schifezze e le schifezze sono pappa per gente poco carina e... e diciamo che suo figlio ha rischiato la pelle in un incidente d'auto giusto per morire poco dopo di leucemia fulminante.
Viene nulla in mente?
... ok se state pensando che qualcuno abbia fatto una fattura al figlio per colpire lei, vi prego, chiudete questa pagina e andate a iscrivervi, che ne so, a un corso di origami, non per altro, l'avrò detto 200 volte che una massa di schifezze genera schifo tutto attorno, che il mucchio di foglie che imputridisce sul marciapiede opposto manda i moscerini anche da me etc etc etc.

La mia opinione è che lei era protetta da una fede di ferro, il figlio no, ed è stato il primo a "prendersi gli effetti" del guazzabuglio sollevato dalla personale crociata (o mestiere mirato a guadagnare?) della madre.
Vi stupisce che io parli di fede granitica, di una fede così forte che obiettivamente dubito di averne mai avuto una uguale?
Credere fermamente che nulla possa toccarci, crederlo nel profondo, a tutti i livelli, credere che siano tutte bubbole è qualcosa di incredibile. Non è solo volontà è proprio fede, fede cieca, senza bisogno di prove: uno SA che è così e nulla potrebbe smuoverlo.
Ovviamente c'è un inghippo, e sta nel fatto che nel momento in cui si insinua un piccolo dubbio tutto crolla. Chi vive nel dubbio, nel senso che è sempre pronto a metter tutto in discussione, conosce bene gli svantaggi di questo stato, la lentezza nell'acquisire punti di riferimento, ma almeno se cade un "appiglio" oltre all'allenamento, ne ha tanti altri. La fede della signora in questione è paragonabile a un muro pietra liscia e forte. Ora non ho certo la presunzione di entrare nella sua testa, ma credo proprio che ci sia il momento in cui uno si chiede "ma se non avessi fatto tutto questo ora lui sarebbe ancora vivo". E lo dico perchè lo pensa più o meno qualsiasi genitore / figlio / amico / parente quando viene mancare un proprio caro. Ci si sente in colpa, in colpa dell'incontro mancato, del tempo sprecato, della scelta nelle cure, delle parole non dette, in colpa, semplicemente in colpa.
Magari il ragazzo sarebbe morto semplicemente perchè la Signora con la Falce aveva segnato sulla sua agenda che era la sua ora, e ha tirato fuori la leucemia giusto perchè aveva finito le tegole in testa ed i phon nella vasca.
Quello che io ritengo sia successo, è che una volta che la totale convinzione della signora Gatto Trocchi è caduta tutte le schifezze che le turbinavano intorno abbiamo avuto gioco facile. Del resto quando ci deprimiamo generiamo già di per sè un terreno fertile a "parassiti" e abbiamo le difese abbassate (se non altro lo dicono anche i medici che ci si ammala più facilmente, mentre al contrario quando si è convinti che una cura funzionerà si può migliorare indipendentemente dalla bontà della stessa).
Il risultato è quello riportato dalla cronaca nera.
Ma pensate davvero che sia stato un gesto che ha coinvolto solo lei? Ammettiamo che non abbia toccato il figlio.
Ammettiamo che chiunque le fosse vicino, amico parente o quant'altro, si sia scampato ogni effetto negativo delle antipatie che s'era attirata e delle esperienze alle quali s'era sottoposta. Ammettiamo che "l'unico" danno sia stato quello di creare una specie di "posto di approvvigionamento per gentaglia" permanente ed un vivaio di schifezzine.
Alla fine quanta gente sarà più propensa a credere alla pericolosità di una fattura e quindi ad ammalarsi da sola?
In questo momento mi viene fra l'altro in mente il grande Pratchett che fa sostenere ad uno dei suoi personaggi che è inutile fare una maledizione a qualcuno se quello non lo sa. Ed ha ragione, la paranoia è una grandissima amica di chi vuol nuocere.
Per cui, senza cadere nella solita banalità del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, i piccoli e grandi drammi possono essere interpretati in diverso modo, dall'hd che si fulmina di botto all'arrivare decimi su 2400 al concorso di lavoro per 9 persone. Il sospetto che "qualcuno mi vuole male" prima o poi sfiora tutti, la frase "ma che ho fatto di male per meritarmi questo" non è entrata in voga per caso, ed immaginatelo applicato ad uno che *sa* che qualcuno che fa cose che lui "non conosce tutto con certezza" che gli vuole nuocere...
Mai capitato che un collega di lavoro si rovinasse la vita perchè auto-convintosi (o fatto convincere) che il capo lo odia / che lo vogliono mandare via? E che alla fine sulla scia della rabbia abbia fatto veramente qualcosa per farsi malvolere / cacciare?
Le cose "inspiegabili" sono sempre pericolose, in qualsiasi campo... e ora questa donna si è suicidata. Non c'è nulla di cui gioire ma c'è solo da chiedersi: perchè certa gente non si dedica ad un passatempo ad alta concentrazione di adrenalina e meno rischioso per sè e per tutti, come la Roulette Russa?
Almeno con quella si può smettere quando si vuole. Dai propri fantasmi, dalle proprie paure, dagli "ospiti indesiderati" non ci si libera semplicemente dicendo "lascio il gioco".

Lasciare questo gioco non è mai facile, e forse per essere speciali, basta saper fare un maglione per sè e per la propria fidanzata / il proprio fidanzato (figlio /nipote / gatto /genitore /cane, amico). Antistress, economico, gratificante, e molto apprezzato.