Perchè i libri sono da mangiare con gli occhi con la mente, sono da gustare come stuzzichino o come spuntino di metà pomeriggio.
Perchè nono esistono solo i volumi che ti fan sentire un eroe per averli letti ma esistono anche i libri che si fatica a digerire, pur essendo buonissimi. Un angolino per chi rosicchia qui e là, chi si abboffa di carta e poi torna indietro a ri-gustare con calma.
Se vogliamo anche un (breve e misero, mancano ovviamente troppe sfumature) trattato per capire una parte del mio modo di ragionare, o almeno delle citazioni.

Siccome però non so stare senza smentirmi mescolerò anche film e fumetti, perchè le fiabe son fiabe in qualsiasi forma, e dato che l'ordine in una simile materia non è di casa, li elencherò rigorosamente per come mi verrà in mente di citarli.

"Il Piccolo Principe"  di Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry. Condanno senza riserve chiunque lo dia in mano ad un bambino; è un libro di una semplicità disarmante (e per questo assai complesso) che ha il dono di far vedere l'ovvio, ovvero esattamente ciò che di solito non si vede nemmeno quando ci si inciampa su. Delicato e malinconico, un prezioso amico da reincontrare nei diversi momenti della propria vita per scoprirlo sempre uguale e sempre diverso, come i migliori amici. Decisamente da non dare per scontato e, possibilmente, da leggere (o rileggere) dopo aver letto la biografia dell'autore. Non che riveli di più sul libro, in effetti forse è il libro che rivela molto della bibliografia, ma l'ho trovata infinitamente dolce. E amara. (per chi non avesse i soldi di comprarlo in versione cartacea, ho trovato questa versione online)

"Labyrinth" (1986), un film che ha il dono di far trovare sempre qualcosa di nuovo ad ogni nuova visione. Da iniziare ad amare nell'infanzia, prezioso in tutti gli anni a venire. Come pochi mezzi ed effetti speciali casalinghi tessono un capolavoro (stroncato dalla critica all'epoca, ma amato da tutti i Sognatori)

"Big Fish" (2003) di Tim Burton: il primo film non di animazione che riesco a mettere dopo Labyrinth. O forse assieme a questo. Onirico, delicato, un film dedicato da un Sognatore ai Sognatori. Se "Nightmare Before Christmas" è un capolavoro per colonna sonore e tema portante (un altro lavoro assolutamente per adulti e al massimo adolescenti, che si presta ad essere terribilmente tragico o una fonte di speranza) e "La Sposa Cadavere" è delizioso, questo è l'unico film assieme a Labyrinth che mi fa piangere ogni volta. Per pochi, ma meraviglioso.

"Momo" di Michael Ende. Altro libro inadatto ai bambini, da leggere e riprendere in mano a intervalli regolari. Per chi non ha mai tempo per nulla, per chi è entrato nel mondo del lavoro, per chi quando si ferma a guardarsi attorno e non sa dove diavolo sia finito.  Una frase che merita d'essere citata, fra i tanti spunti e scorci preziosi: "Ma il tempo è vita. E la vita risiede nel cuore. E quanto più ne risparmiavano, tanto meno ne avevano."

La maggior parte dei vecchi capolavori di Walt Disney per me sono irrinunciabili, ma sulle "strade" e per tante altre cose mi sento di ricordare "Alice nel Paese delle meraviglie" (prima o poi leggerò il libro, giuro) come prima o poi leggerò La Storia Infinita (sempre di M.Ende). Sicuramente lo sottovalutavo anche come film dopo tanti anni, invece ha molte piccole chiavi  e spunti ben disseminati.

Non è un libro ma bisognerebbe assolutamente conoscerli, i capolavori di M.C.Escher. Qualcuno dice che sono folli, io li trovo logici. Forse c'è uno stretto allenamento a quella forma di genialità  che arriva a definire una nuova logica.
 

Cambiando completamente genere (ma non troppo) tutti i libri di T. Pratchett sono assolutamente da leggere. Prendono in giro tutto e tutto, gli autori, la storia, l'arte, ci si trovano citazioni coltissime nascoste nei modi più impensati e così anche spunti e riflessioni assolutamente interessanti che si sorvolano con noncuranza. In particolare adoro l'ironia di Sorellanza Stregonesca la spietata logica portata avanti in Morty l'apprendista (dove fra l'altro vedere la Morte alle prese nel tentativo di capire la vita è.... geniale, quasi quanto il capire come funziona la magia sul mondo disco). In assoluto sono tutti bellissimi, ognuno a modo suo ognuno con le sue perle. In qualcuno c'è un po' di stanca (stregoneria) o un finale fiacco (l'arte della magia) ma decisamente val la pena di leggerli. Una nota speciale a parte direi il secondo della trilogia della guardia cittadina "Uomini d'Arme" di cui non solo ho un magnifico ricordo, ma di cui ricordo con particolare piacere "Big Fido e la Gilda dei Cani": fa riflettere. Ma il meglio di sè nelle analisi spietate della logica (illogica) del mondo direi che Pratchett lo dà nei libri "per bambini", se Maurice (Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori) è geniale costringerei tutti a leggere i due su Tiffany ( L' intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi; Un cappello pieno di stelle). Se non tutti almeno tutti quelli che pensano anche solo lontanamente di seguire la strada dell'Arte. Oltre alla sua affilata satira (presente anche in Sorellanza Stregonesca) che fa sempre bene alla salute ci sono qui e lì degli spunti preziosi.
Alle volte sospetto che il trucco sia dire le cose praticamente come stanno. "Dì la verità e i nemici rimarranno ingannati" ho letto una volta, ed effettivamente in molti di questi libri ho trovato delle idee che, a ripensarci, mi son trovata a dire "ehi ma è vero! Salvo 2 o 3 dettagli insignificanti è proprio così!". Forse è proprio per questo però che il papa ha scomunicato Harry Potter e non l'opera di Pratchett... grande Terry!

Tornando ai film dubito che le cose sarebbero state le stesse senza lavori che trovo preziosi ma di caratura "minore" (odio questo termine, dovrei forse dire che hanno avuto un impatto meno duraturo, hanno meno capacità di rivivere in nuove forme. Sono quel che sono e lo sono splendidamente)
My Life (andrebbe visto almeno una volta nella vita) Basta Guardare il Cielo (delizioso, commovente senza essere strappalacrime. Sarei tentata di dire che "insegna molto" ma lo rovinerebbe. E' da guardare, da vivere e da apprezzare, senza null'altro) Philadelphia (vorrebbe spiegarmelo come se fossi un bambino di 5 anni?)  e ovviamente Il Corvo. Per quanto il fumetto sia *infinitamente meglio* rimane un film che merita d'esser visto e che certo non posso ignorare d'aver visto; senza di lui non avrei conosciuto i Cure probabilmente, e sicuramente non avrei trovato un altro fumetto che adoro e rileggo spesso: Kabuki di David Mack.
Tornando ai libri, uno che riesce a battere la logica visionaria di questi due fumetti, ma perfino quella di Sandman (di Neil Gaiman, preziosi, da leggere tutti: la Stagione delle Nebbie di sicuro):

Uno Specchio nello Specchio (Un Labirinto) di Michael Ende. L'ho preso per la frase sulla copertina "solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne". E' una serie di racconti, molti allucinanti e folli, onirici. La cosa atroce per me è stata alla fine scoprire come fossero legati in modo improbabile e discontinuo. Molti sono solo visioni, come dei dipinti. Lo considero un libro del tipo "ciò che ci metti ci trovi" ed è magistrale in questo.

"La Favola dei Saltimbanchi ( Azione scenica in sette Quadri con un Prologo e un Epilogo)  Sempre di Ende. Libro breve trovato per caso (era una edizione col prezzo in lire!) stupendo, un vero pugno nello stomaco col suo finale-non-finale. Da leggere e da imparare.

E come far mancare un altra raccolta di racconti, un ennesimo libro per bambini che per bambini non è che ho già citato molte volte?
"A Scuola di Magia" M. Ende. Ho deciso di rendere accessibile ai lettori di questo sito il racconto che dà il titolo alla raccolta e questo perchè da solo è una scuola, di tutto. Da prendere e sentire, poi da capire, e infine da ricordare, sempre

Tornando a qualcosa di più leggero e se vogliamo non inerente all'argomento generale del sito...
Oh beh poi questo è da vedere. Stabilito che l'Arte è un modo di vedere la vita, è come se molte cose fossero come un fiume con pagliuzze d'oro. a lavorarci ci si incappa, ci si arricchisce. E il fumetto/blog che qui vado a segnalare è fra le compagnie quotidiane dove vedo occhieggiare... beh cose importanti come un sorriso sulla vita, la grande capacità di trovare ogni giorno qualcosa e sopratutto una delicatezza e una dolcezza incredibili su certi temi. Senza contare che la personale visione dell'autore di tanti eventi è spassosa e divertente, getta un raggio di luce su cose che sottovalutiamo. Sulle piccole cose. Ed è tanto. Quindi, il blog a fumetti di Eriadan


Tornando al cinema: "Il Labirinto del Fauno" (2006) di Guglielmo del Toro. Appena visto, ancora in programmazione. Che dire? Innanzitutto che han fatto bene a vietarlo al di sotto di una certa età. Ha tutti i componenti della fiaba. Ha tutti i componenti per essere un affresco verista di una data situazione. Ma tutto questo non gli rende giustizia. Non riesco a definire cosa in sè renda il film ciò che è. Non riesco nemmeno a dire che sia "bello". E' riuscito. E' un labirinto che ti prende per mano e ti guida in un dedalo di immagini e flash, blandisce ed illude, passa fiele per miele, e lascia alla fine straniti e spaesati. Nessuno di singoli oggetti è particolare, molto peggiore o molto migliore di altro. Ma nel contesto assumono altre sfumature, altro peso. E' la dimostrazione fatta film che l'importante non è la meta dove si arriva. nemmeno le tappe. E' il Viaggio.

"La Storia Infinita" 1979 M.Ende. Finita oggi stesso di leggere. Che dire libro e film non hanno quasi parentele, anche perchè il film finisce a meno della metà del libro, stravolgendo di conseguenza molte cose. Nella seconda metà per così dire l'autore torna sul tema dei desideri, della Vera Strada, e in assoluto snoda una collana di perle via via sempre meno mimetizzate. Da leggere, apprezzare, rileggere, capire, e da tenere sempre come compagnia nella mente per stupirsi delle sue sfaccettature e chiavi di lettura. L'ho letto ed ho dedicato un inchino allo scrittore. Onore a un Vero Sognatore e Creatore di Sogni (per quanto queste parole siano comunque riduttive per ciò che è stato ed è). Onore a lui ed alla sua capacità. Onore a un Ragno.

"Così è (se vi pare)" 1925, Luigi Pirandello. Commedia in tre atti tratta da una delle novelle dell'opera "novelle per un anno". Quasi mi spiace citare qualcosa di "serio" ma in effetti è un testo che adoro e qui inevitabilmente mi riferisco spesso. Pirandello ha sviscerato molti concetti interessanti della sua opera, fra cui quello della labilità della realtà e del confine fra sanità mentale e follia. In particolare in questo testo tira il lettore in una indagine casalinga, alla Jessica Fletcher, per arrivare a distruggere l'idea stessa di realtà, almeno per come è comunemente concepita. Io la trovo deliziosa, e invito ovviamente chi sia curioso a superare il rigetto da "mioddiocheppallel'hogiàstudiatoascuola" e cercarlo, in libreria o in rete. Non mi piace rivelare la trama, ma visto che tanto i più intraprendenti andranno come minimo sulla wikipedia, spiego perchè l'ho citato in un'altra pagina: alla base di tutto c'è il capire se una certa signora sia la figlia della signora Frola, o la moglie del signor Ponza, suo genero. E se può parere naturale che le due figure coincidano, occorre pensare che il signore potrebbe essere rimasto vedovo ed essersi risposato... chi è il pazzo? chi dice che è realmente la seconda moglie dell'uomo, o chi sostiene sia sua figlia e che il marito, impazzito, la creda seconda moglie?

"The Lady in the Water" (2006) di M. Night Shyamalan. E' stato anche lui inspiegabilmente sbattuto fra gli horror (ma dove?) ed i thriller (molto poco). Tralasciando la considerazione che è 20 volte più "horrorifico" Harry Potter, c'è da dire che è un film strano. E' una storia, una fiaba, è zeppo di spunti anche troppo pressati e non adeguatamente sviluppati. lascia la sensazione di non aver detto nulla ma di avere grandi potenzialità, anzi forse più la sensazione "tu non hai colto tutto ciò che è stato detto e per questo appare molto semplice". E' un po' tante cose assieme, di sicuro è piacevole, ben recitato, con personaggi che fanno ridere ed altri in cui è facile ritrovare gente conosciuta. Vale la pena vederlo, senza aspettative e senza pretese.

Una volta che si oltrepassa un paletto è impossibile tornare indietro, per cui nonostante i miei intenti iniziali ecco comparire dei titoli seri, o meglio, ufficialmente tali.
"Bloody Sunday" 2002 di
Paul Greengrass. Visto una volta e conto di non rivederlo mai più. Forse lo rifarò, ma fa male quando la realtà viene svelata così brutalmente, non tanto per ciò che si viene a sapere, ma per la consapevolezza che tanti non hanno voluto vederlo. Lo renderei obbligatorio nelle scuole, assieme a "1984" di Orwell. Insegna dei meccanismi che è bene non dimenticare. Non è l'evento, quello è passato. Non sono le persone, ormai sono invecchiate o morte. Non è il silenzio omertoso, che bene o male è stato spezzato. E' che il vero killer, è ancora in giro, e mieterà tante vittime ancora. Parlo del meccanismo, ovviamente. Si può leggere "Se questo è un uomo", seguito obbligatoriamente da "La tregua" di Levi per non dimenticare ciò che è stato fatto ed i meccanismi della de-umanizzazione dell'altro. Ma anche per leggere cosa succede quando subentra una routine, indipendentemente da quanto disumana ed aberrante sia. Si può leggere "Il diario di Anna Frank" concentrandosi sulla ingiustizia dell'episodio, ma non vanno dimenticati i meccanismi che filtrano, di chi si sente superiore, padrone di fare quello che vuole senza pensare alle conseguenze, di quando si arriva nella disgrazia a odiare chi ne è colpito quanto e più di noi, arrivando a  vedere in una vittima una causa. Ci sono tante cose che si possono leggere o guardare per non dimenticare. E' importante non dimenticare. Ma molto più importante è *ricordare* che i veri assassini sono in giro, pronti ad attendere che si abbassi la guardia, considerandoli solo parte della storia, del passato, per tornare attuali.

“Vita con Giò” Guareschi.  Normalmente non parlerei di un libro di questo autore, e non certo perché non lo apprezzi. Son venuta su coi film di Fernandel e Cervi ed ho abbondantemente letto tutti i libri relativi al modo piccolo. Ma questo libro mi a fatto impressione, e non nel senso “orrorifico” del termine. Innanzitutto è un libro che va letto con l’introduzione. Poi richiede, impone anzi di dare una occhiata alla biografia dell’autore. Non sapevo tante cose di questo tranquillo vecchietto (insomma, è morto giovane, ma io lo immagino vecchietto) della bassa, non sapevo che fosse stato arrestato per le sue idee, che era finito nei campi di prigionia come soldato, insomma, parecchie cosucce. Immergendomi in questa antologia di racconti e scritti vari ho trovato diverse cosucce. La principale è stata la scoperta di uno specchio, inchiodato in un altro tempo ed in un’altra epoca. Sono sempre stata convinta di avere una buona abilità nell’identificare i meccanismi delle persone e relativi “guasti”, ma lui lo è stato di più. Ho trovato meccanismi svelati con semplicità disarmante, un odio feroce per i  manipolatori di folle, ho trovato un uomo con  la capacità incredibile di essere un bastian contrario sempre coerente. Quando la gente si innamorava di una idea lui svelava i vantaggi dell’opposta e via così, passando per voltabandiera. Mi ritrovo molto in questo ruolo di”voce fuori dal coro”, polemica e graffiante oltre il necessario per bilanciare e attaccare situazioni consolidate e distorte da quelle che dovevano essere. Non sto facendo lo stesso con Indicavia? Non mi trovo ad attaccare con schifo quelli che vestono la bandiera sotto la quale avevo trovato dei miei simili, e nei pressi della quale passeggiavo con un certo orgoglio? Ma sto divagando. Stavo parlando di questo libro, di un buon libro, di critiche censurate e smorzate, portate avanti con l’arte del sorriso e del paradosso. Un libro con dentro svelati un bel po’ di meccanismi che la gente dovrebbe prendere e tatuarsi nel cervello, dove è facile credere d'aver agguantato l'idea dell'autore salvo sentirsela sgusciare fra le mani come una anguilla cosparsa d'olio. Troppi sono i passaggi che sono tentata di prendere, sottolineare, e mettere anche qui nel sito, con tanto di rimando *somaro leggi, questo è stato scritto nel ‘65*, e non è detto che non lo faccia prima o poi. Per ora mi limito a piantare un cartello, ed a salutare un piccolo grande uomo da questa pagina digitale.