Past and Future Secrets

 

In attesa che il prof titolare della cattedra si decida a fornire il suo esimio contenuto tocca a me introdurre l’argomento.
Iniziamo quindi a parlare dell’utilizzo pratico del divinatore/aruspice/veggente. Perché la prima cosa da dire è che difficilmente si chiede al nostro divinatore cose che avverranno. No, normalmente chi è più abituato a sfruttare questa categoria domanda del presente. A pari merito le richieste di consigli, seguono le domande sul passato e solo dopo quelle sul futuro.
Come ho detto, non sarò io a tenere questo corso, ma la lezione richiede una breve introduzione.
Quando si è presi da un dubbio e si valutano decine di variabili chiedere un consiglio ad un divinatore è una tentazione troppo ghiotta. In realtà poi si introduce solo un ramo ulteriore alla questione (quanto mi fido del mio divinatore? E se al 99% dà buoni consigli, non potrebbe stare sbagliando? E gli avrò detto tutto il necessario? E…). In poche parole non si risolve nulla, anche decidere di affidarsi a qualcuno è una scelta, e come tale responsabilità del richiedente. Conoscere la verità di alcune situazioni invece è cosa assai più utile e più ghiotta. E’ divinazione capire l’atteggiamento di una persona, se menta o sia sincera, quale delle due cure prescritte da due sconsigliatissimi et laureatissimi medici sia la migliore, o anche solo se il destinatario del nostro regalo ha già comprato l’ultima raccolta di Mina. Spesso il divinatore fornisce il classico “parere esterno”, uno sguardo che faccia un po’ di chiarezza rispetto alla situazione (qualcosa come: no caro mio, non stai bene e non sei felice come dici e credi di essere, in realtà c’è questo e quest’altro che ti corrode lentamente e la facciata probabilmente si sgretolerà a breve…). Oppure un consiglio (si ci sono buone possibilità ma occhio ai litigi, mantieni la calma e non diventare scortese, ti eviterà guai).
Il mio amico di cui sopra illustrerà i tipi di approccio all’argomento (le tecniche si trovano spiegate ovunque) ciò che mi preme chiarire è che, a prescindere da come si arriva a sapere le cose (sensazione, uso di rune, tarocchi, sogni premonitori, interfono con gli alieni etc)  le si SA. Ciò che si può sapere è però per diretta definizione, ciò che è reale. Con il passato è chiaro il meccanismo, con il presente è intuibile, ma con il futuro iniziano i casini.

Esiste la possibilità di chiedere a _________  (inserire nome di divinità a piacere qui) un parere, che risulterà probabilmente un consiglio di parte (il tipico “dammi un segno se questo è il concorso della mia vita”).
Ma il veggente non è necessariamente unno che traffica con le divinità, può essere un”fai-da-te”. Vediamo quindi come funziona il Tempo per capire come si possa, e con quali margini, operare.
Disclaimer: Come tutto in questo sito, quanto esposto di seguito  non è la verità rivelata ma quanto conosciuto/esperito da chi scrive.

Alcuni sostengono che o tutto nella vita è casuale, oppure tutto deve essere predeterminato. Dato che ogni minima azione può avere conseguenze impreviste su noi e su tutto il resto del mondo (vedi la famosa farfalla di Pechino) può essere difficile pensare che tutto sia già scritto. D’altra parte però certi “incastri”, certi incontri “casuali” sono troppo perfetti per non credere ad una regia occulta. Io stessa posso dire che se una persona conosciuta in un negozio di dischi non mi avesse invitato ad un concerto, se non mi fossi appollaiata vicino ad una cassa, e se un tizio lì presente nonostante fosse violentemente anticristiano non avesse deciso di parlarmi di due o tre cosucce, probabilmente non sarei mai arrivata a determinati argomenti. Non so  nemmeno pesare la ia vita senza quel giorno. Da questo quindi (il caso non esiste) alcuni deducono che necessariamente Tutto deve essere pre-determinato. O tutto o nulla insomma. Io, nemmeno a dirlo, non sono d’accordo.

Vedo la trama spazio temporale come una sorta di enorme e complicata ragnatela, e sono anche convinta che ad ogni individuo sia assegnata una sorta di “trama preferenziale”, una specie di percorso ottimale in relazione a tutta una serie di cose, fra le quali la sua evoluzione e l’equilibrio generale delle cose. Ci sono punti che una persona è destinata ad affrontare che, se evitati, tornano e ritornano ancora, come una materia da riparare a settembre. L’urgenza e l’impegno posto a incasinare l’esistenza è direttamente proporzionale alla… dire importanza è brutto, diciamo al “peso potenziale” nel quadro di insieme. Quella storia per cui il “figlio preferito” è quello che prende più botte di tutti” insomma. E’ possibile che un talento, che una opportunità, sia revocato? Tristemente si. I tempi e le proroghe variano da caso a caso. Non voglio arrivare a parlare di “debiti karmici” (argomento che mi trova scettica) ma certe cose ricorrono.
Facciamo un esempio. Prendiamo una ragazza carina e simpatica, che dopo grandi innamoramenti, discorsi anche di matrimonio, arriva a mollare il suo moroso. Ogni volta salta fuori una incompatibilità che l’ha fatta soffrire e dopo un mesetto-due di freddo comunica al tale che non lo ama più. Ogni volta in meno di un mese ha un nuovo moroso che è “sicuramente l’amore della sua vita”, Ora, pur senza essere veggenti, il dubbio che dopo una storia importante, durata diversi anni, sarebbe meglio fermarsi, riflettere, valutare con più serenità la situazione, i propri errori, come si sia arrivati a questa situazione insostenibile, direi che può venire. Anche il dubbio sul fatto che tuffarsi in un’altra storia sia un modo per non fermarsi sarebbe lecito. Leggendo le carte per questa persona (cosa che odio) continuava a saltar fuori l’eremita (su qualcosa come 10-15 giri… come odio fare da consigliere!!! Specie se non opero per il diretto interessato ma per conto terzi). Ovviamente questa carta simboleggia tutto ciò che non ha fatto. Perché usciva allora?
Torniamo alla nostra immaginaria ragnatela. Partendo da un certo filo, si incontrano tante diramazioni, tante svolte, alcuni fili poi confluiscono in uno stesso passaggio, altri prendono strade diverse. Mediamente si hanno un certo numero di possibilità prima di un “nodo”, di un “incrocio”, e ogni via scelta ne porta ad una serie di altri bivi (trivi, quadrivi, non sottilizziamo sul numero, è il concetto che conta) fino al punto in cui per un po’ (o per sempre) non ci sono più altre scelte. In quel preciso istante il futuro è scritto, è determinato, e per questo anche leggibile. Non che sia facile farlo, ma è possibile. Prima si vedono le possibilità, magari le percentuali di probabilità. Ma si tratta sempre di un responso “incerto”. Molte letture, a prescindere dalla tecnica divinatoria, includono quindi la fase del consiglio. Il consiglio è sempre delicato, perchè se talvolta può risultare (apparire) evidente il risultato cui conduce, o almeno il ventaglio di possibili risultati, in altri… decisamente no.
Riprendo il mio esempio in mano per chiarire cosa intendo per “vie che ricorrono”. La nostra giovane e triste fanciulla si trova un baldanzoso aspirante fidanzato. Può accettare, rifiutare, temporeggiare (trivio). Se rifiuta ha un certo numero di possibilità di farsi un buon esame di coscienza. Potrebbe però anche buttarsi sul lavoro e liquidare tutto il discorso con poche decisioni arbitrarie, magari ubriacarsi quando la sua “realtà eletta” scricchiola. Diciamo quindi che ha 5 possibilità su 6 di fare un lavoro di introspezione. Con un fidanzato accanto ha la distrazione di una nuova storia ma potrebbe anche trovare l’appoggio necessario per non sguazzare nella disperazione mentre riesamina la sua vita ed i precedenti rapporti. Quindi diciamo che ha 1 su 6 possibilità di adempiere al consiglio (eremita). Se temporeggia con il corteggiatore ha di certo una distrazione, ma anche uno sprone a mettersi a posto la coscienza. D’altro canto potrebbe vedendolo passare ad un’altra avere una sorta di imput negativo, potrebbe prendere l’idea che “riflettere fa perdere opportunità ed è da idioti”, Quindi 3 su 6 fa un buon lavoro, per il restante 50% dei casi, catastrofe. Ciò che non metto in dubbio per come ho visto la situazione è che prima o poi questo “conto” se lo dovrà fare, e più si va avanti e peggio sarà. Potrebbe scappare tutta la vita, ma di solito noi stessi è proprio l’unica cosa che non riusciamo a seminare. Nascondere si, trascurare anche, seminare mai. Ora questo per dire cosa? Che non è tanto da dare per scontato che solo perché uno si mette nella miglior predisposizione possibile per fare un lavoro si riuscirà a svolgerlo, e che anche se da un filo ne partono 5 rossi ed uno blu, non è per nulla detto che non sia più facile finire sul rosso scegliendo il filo da cui partono 5 blu ed un rosso.

Ricapitolando: difficilmente si vede tutta la ragnatela (diciamo che non accade mai, e se ci si convince di esserci riusciti…e di avere questa comprensione per più di qualche istante… qualcosa non torna) ed anzi è proprio difficile vederla, ancora più lo è valutare le “possibilità composte”. Indagare il comportamento di un solo filo è relativamente più semplice, come lo è fare una istantanea di una zona circoscritta, il futuro ormai scritto è indagabile. E i nodi? Sono convinta che taluni siano belli che predeterminati, che la trama generale, la propria storia, sia abbozzata, e che su questo ci sia poco da fare. Ma sono anche convinta abbia margini di lavoro, grandi bivi ed elasticità temporali.
Credo anche che la trama, la storia, abbia grandi capacità di recupero e di auto-riparazione. Riprendiamo l’esempio dell’asatru che mi parla, anzi che decide di litigare con me al concerto. Di certo ringrazio gli Dei per come è andata, ma credo anche che se il mio “provocatore” non mi avesse parlato, sarei comunque arrivata qui, in altri tempi magari, in alro modo. Ma sarei approdata comunque qui. Anche se non farei la prova nemmeno se potessi.
Del resto ammettendo che tutto sia già deciso, a parte che terribilmente frustrante, sarebbe un modo per giustificare ogni cosa. “Non è colpa sua se ha ammazzato la mamma a martellate, era destino”, “non sono io che ti ho tradito cara, il Fato ha voluto che io mi trombassi tua sorella”. Ed a questo non posso credere, non solo per un fatto di etica o di morale, ma perché sento che non è così, esattamente come sento e so, che non si è totalmente liberi. Del resto parlo sempre di “propria storia”, di talenti, di Vie determinate a tizio e non a caio.
Vi lascio con una immagine. Un percorso delimitato da corde, fissate a dei paletti infissi sulla sabbia. Immaginate che dieci persone siano lasciate alle prese con questo oggetto. Quante file di orme uguali ci saranno alla fine?