...The bards' songs will remain... They all will remain

 

Per chiunque avesse riconosciuto la citazione: complimenti, ottimi gusti musicali. Per tutti gli altri, passiamo avanti.
Mi sono appena reso conto di u aspetto cui praticamente nessuno prepara gli aspiranti qualchecosa. Parlo dello strano funzionamento della memoria circa le cose che funzionano.

Premessa:
Parlo in termini assoluti perchè espongo ciò che ho sperimentato e successivamente riscontrato come vero e condiviso.
Non escludo mai il fatto che qualcuno, pur operando con buoni risultati e senza illudersi, possa avere sensazioni ed esperienze differenti. Per mia esperienza non è così, punto.

Bene.
Quando c'è un rito riuscito, o un viaggio intenso, una intera esperienza molto particolare, la memoria ha un comportamento da yo-yo. Mentre si esegue e magari modifica il rito, si assiste ad una cosa, è tutto chiaro, si sa il suo senso, si hanno certezze. Anche nel caso in cui si faccia qualcosa senza ben sapere cosa si stia facendo (il corpo che agisce più o meno da solo...capita) appare chiaro che è giusto così, anzi, è ovvio, come camminare o respirare. Mentre si lavora/viaggia ricorda per certi versi la sicurezza, il livello di conoscenza che si ha nei sogni, in breve è molto facile sospettare di stare lavorando di fantasia e di auto suggestione.
Poi appena si cerca di mettere per bene a fuoco la cosa essa sfugge, si sa che è chiara nell'insieme ma appena si acchiappa un dettaglio esso sfugge. I pensieri in generale diventano simili ad anguille in una vasca d'acqua cristallina.
Successivamente la memoria gioca brutti scherzi, lasciando flash, immagini, parti confuse. E' molto, molto, molto comune pensare che magari ci si è sognati tutto quanto. Eppure si sa che non è possibile, che non è un racconto o una falsa memoria.
Riporto un esempio personale.

Un bel po' di anni fa decisi di ospitare una persona nel cerchio. Dopo una gita in foresta con altri amici ci siamo allontanati per raggiungere la mia zona preferita e non trovando l'esatta via, ci siamo fermati vicino ad una delle strade interne inoltrandoci di poco. Quanto bastava però a non vedere più la strada. Il tramonto era vicino ma c'era ancora luce, contavamo di rientrare prima che il sole calasse.
Mio ricordo della cosa: mi sono tolta gli anelli per lavorare meglio, ho tracciato il cerchio (senza parlare), l'ho invitato a entrare, qualcosa mi ha innervosito un po', non so bene se ho chiuso subito o se ho comunque reso grazie alla Madre lasciandolo acclimatare nel Cerchio. Ad un certo momento, mi pare quando ho chiamato i signori dell'aria (suo elemento dominante) s'è levato un forte vento. Chiuso rapidamente il breve rituale ci siamo riavviati, ma ci eravamo persi, inoltre era diventato buio. A mia richiesta di avere un aiuto uno stormo di uccelli si è levato, seguendo al direzione abbiamo ritrovato la macchina. A metà strada mi sono accorta d'aver scordato gli anelli ma ormai senza nemmeno bisogno di guardarmi attorno ho trovato il posto e poi gli anelli. Poi siamo rientrati. Un ricordo molto confuso dal quale so che è andata bene ma non come speravo.
Suo ricordo della cosa:
Siamo arrivati, ho steso il mantello bianco che avevo usato durante un evento in costume, ho tracciato il cerchio e invocato gli elementi (ad alta voce). Poi l'ho invitato ma è rimasto basito dalla formula usata, non sapendo bene come rispondere. L'ho fatto entrare comunque e si è levato un forte vento. Resi i ringraziamenti del rituale ho chiuso, tirando via il mantello, alcuni monili ma non l'anello preferito. Il buio è calato di colpo, così come di colpo s'è levato il vento. C'erano tanti corvi sui rami che ci guardavano, o almeno gli pare. Di sicuro non trovavamo la macchina, a richiesta si solo alzati i corvi in volo indicandoci la direzione opposta a quella scelta. Arrivati alla macchina mi sono ricordata dell'anello, correndo fuori ho trovato al primo colpo la zona e lui l'anello, senza nemmeno guardare. Sapeva che era lì e s'è chinato a raccoglierlo; con quel buio e senza torcia non l'avrebbe mai visto. In tutto questo, non ricorda se quando s'è alzato il vento, al momento degli uccelli o dopo, ha iniziato a sentire dei colpi. Colpi ritmati, di rami sugli alberi, colpi che io non sentivo assolutamente. Io avevo risposto che percepivo solo la voce del vento, una sorta di vibrazione di fondo.

Il confronto di ricordi è stato illuminante, e la cosa "strana" è che per entrambi ci sono parti confuse, frammentate, per me tutto il rito fino al ritorno in macchina, per lui da quando è entrato nel cerchio fino alla partenza. Ci sono in questo dei flash, brevi momenti assolutamente chiari. Lui è rimasto molto colpito dal rumore che io non sentivo e tante volte gli è venuto spontaneo di ricordare tutto un po' come un sogno. O come una cosa letta, aggiungo io. Ma è stato reale e si sono verificate cose che anche una mente allenata alla logica ed alla razionalità non riesce a smontare.
Auto-suggestione? Ma lui non sapeva assolutamente cosa avrei fatto, proprio per evitare questo fenomeno ed eventuali aspettative. Coincidenze? Mah.


Ora, molti "dotti testi" suggeriscono di scrivere tutti i rituali eseguiti nel "libro delle ombre", possibilmente scrivere prima ciò che si intende fare, poi l'esecuzione effettiva, immagini ed emozioni a caldo. Il che non è affatto male, come non lo è scriversi i sogni appena ci si sveglia. Questo non sempre è possibile, specie se come me si attendono tarde ore per lavorare in santa pace, ma perchè non mirare all'optimum?
L'importante è comunque  ricordare, se non l'emozione, la sensazione, ricordare che la si è provata. Non sempre si può *sapere*, a volte bisogna avere fiducia in ciò che si è fatto, anche quando a posteriori sembra impossibile o sciocco.

Vi lascio con una piccola domanda.
Immaginate di essere un prete, di sentire dio che vi parla come Gesù parla a Don Camillo. Poi improvvisamente zero, quando siete felici o avete bisogno, niente, non c'è più.
Quali sono le conclusioni? Cosa si pensa?
Illusi o schizofrenici prima e savi poi? Sordi o puniti poi? E perchè questo cambiamento? Dio esiste? non esiste? E' buono, è un bastardo è....? Perchè la percezione di prima è più valida di quella di dopo? E viceversa?
Il fatto che un eroe sia morto ed esistano solo ballate che ne parlano ne fa una persona reale, un personaggio immaginario o che?