Ottobre e Novembre:  Presentazione e considerazioni, vita, storie, motivazioni e pericoli
24 Novembre - Gennaio: ideologie e manipolazioni delle stesse, valutazioni sul Sentiero e chi ne fa parte, il Giudice, riflessioni su solstizio e dintorni
Maggio-Giugno: le conseguenze, la realtà e la morale.
Luglio-Agosto: la vita pratica, regole, consigli pratici e lezioni, la ricetta dei bugiardi, i vampiri.
 

Eccoci in questo spazio, complicato e pieno di aspettative. Eccoci "oltre".
Oltre la prima conoscenza, oltre le regole comuni, oltre le normali convenzioni. Questa è la zona dove più di tutto si rischia lo scontro, si rischia il dogmatismo, si rischia l'effetto bignami. Non so ancora esattamente cosa ci metterò. Commenti e osservazioni probabilmente, stralci di esperienze, forse qualche racconto (a rischio di siae). L'unico modo per scoprirlo è provarci.
Credo proprio che questa pagina sarà "under costruction" fino a che non chiuderò questa esperienza, ed aggiungerò via via alla chiacchierata nuovi argomenti e osservazioni. Mi sono anche accorta che dopo aver spiegato le basi della comunicazione servono quelle del pensiero, o non si andrà sa nessuna parte. Controvoglia e con un bel po' di timori sul rischio "congelamento" mi accingo a farlo. Cosa intendo con rischio congelamento?
Una idea per quanto buona è in perenne mutamento, in più se è fatta bene ha tante facce di cui non poche contraddittorie. E' come un piatto in agrodolce, come del formaggio forte col miele. Come diamine si può descriverlo in modo non riduttivo? E' impossibile, capirà l'effetto solo chi avrà provato l'agrodolce o qualcosa di simile. Ma passiamo a questa bozza sulle mie idee sul Mondo, sull'Arte ed altre quisquiglie. E dopo una cosa seria l'importante è non prendersi sul serio, cosa che non vuol dire non dare importanza... anzi prima ancora di questo bisogna parlare dei pericoli e degli svantaggi che si corrono (e fanno correre). Come si può decidere qualcosa altrimenti? Sarebbe come firmare un prestito da 20.000 euro dimenticandosi che vanno a) restituiti b) restituiti con l'interesse del 90%! I lati positivi li sanno tutti, sono sberluccicosi e attraenti, vediamo il resto.
Quindi in ordine: il mio pensiero personale su alcune cose, gli svantaggi di certe strade, il Fato, l'importanza dell'essere giullari dentro e, se avanzerà tempo, anche un discorsetto sulla morale e le divinità. Che sciocca ho dimenticato la principale: perchè prenderla questa benedetta strada, nonostante gli svantaggi? A ben pensarci ci vorrà qualcosa sul concetto dell'equilibrio mutevole, o se vogliamo "come una cosa può esser sempre diversa senza cambiare". Ma ci vorrà anche altro; è terribile più scrivo più mi rendo conto che ci sono tante sottocategorie da trattare. Una penso la chiamerò "i mille perchè", e ci infilerò tutto ciò che mi accorgerò di aver dato per scontato.
30/10/06
A qualche giorno dallo sprint iniziale che ha dato vita a tutto il sito (qualche, se non ricordo male è il 23 corrente mese che ho scritto il 90% dei file) mi rendo conto di non esser più in grado di seguire il seppur vago canovaccio cui avevo pensato perchè gli argomenti guizzano risalendo le rapide delle mie giornate come salmoni particolarmente in vena di sberleffi e mi sfidano a catturarli, con l'effetto che ne acchiappo uno e me ne sfuggono tre, e se ne cerco uno preciso ne vedo passare almeno due dozzine d'altri. Al che mi sono chiesta: perchè diamine non seguire l'ispirazione?
Perchè ogni cosa ha il suo tempo. Ed ecco l'argomento del giorno, il TEMPO.
Shamain. Leggo un nick di msn con gli auguri a chi festeggia le antiche tradizioni e non il carnevale americano. Qualcosa si agita ai margini della mia memoria ed alla fine ripesca le parole "la vecchia religione". Sorrido perchè sanno di polvere, sanno del fascino della scoperta e della voglia di condividere, sanno di araldi orgogliosi e fieri, sanno di sconfitta e ombra, e attesa. Hanno il sapore dei balocchi e dei giochi abbandonati in un angolo crescendo, e che vengono riscoperti con un misto di ricordi tenerezza e novità inaspettata. Le assaporo e qualcosa mi dice "ben tornata a casa".
E' un perfetto Old Hollows Eve.

E ora è il giorno dopo, gravido delle riflessioni ispirate dalla notte appena trascorsa, malinconico e sorridente. Ho avuto la "fortuna" di incontrare "per caso" una persona con cui ho potuto avviare un discorso molto importante, anche se non è finito. Ma anche questo mi fa pensare alla valenza del passato. In fondo questa festività è "del passato" in senso largo, una serata per le storie, ragnatele di pensieri e ricordi  Il riordinare l'anno appena passato tirando le somme, i defunti che tornano, le offerte ed i racconti affettuosi che ne mantengono vivo il ricordo. Come mi spiegò il buon "Kernunnos" (http://www.alberodelmondo.com) "Secondo il calendario celtico di Coligny, la lunazione precedente a Samhaine è quella di Cantlos, "Il Tempo dei Canti". Per i nostri avi era tempo di sedersi attorno ai catartici fuochi per rimembrare gli avvenimenti accaduti nell’anno precedente e onorare gli spiriti dei morti evocando i loro meriti e le loro gloriose battaglie."
Ed ecco l'argomento del giorno (mi sento yattaman che chiama il mostro della giornata) bello che servito su un vassoio d'argento (considerando anche le altre coincidenze che mi hanno portato a decidermi ad affrontarlo direi che si tratta più di una martellata d'argento sulla zucca): le Fiabe ed i Ricordi.

Visto che continuo con questa linea letteraria apro una sezione dedicata ai libri che consiglio vivamente (per piacere personale e come terreno di spunti interessanti) Chissà cosa ne verrà fuori...
 

4 Novembre, fuori fa un freddo pinguino e le paranoie tornano a fare capolino. Come? Semplicemente commentavo con una amica il congelamento assurdo e mi fa "controlla che sia la stanza fredda e non altro". E fra me impreco. Le persone normali (ammesso e non concesso che la normalità esista) cercano uno spiffero, un danno nella guarnizione della finestra. Noi no. Noi prima controlliamo tutte le cause fisiche, e poi si passa a quelle non materiali. Paranoia diranno alcuni. Quando addormentandosi sentiranno un refolo di vento materialmente impossibile, o si troveranno una infezione da guinnes dei primati dopo aver passato un pomeriggio a dire "oh che strano vento all'occhio, sarà la ventola del pc in una posizione strana" ne riparleremo.
Ma non voglio bizzare la pagina sul "convinti al 100% di volerlo?" per cui mi dedicherò ai cattivoni ed altri inconvenienti.

 

6: sto notando una strana tendenza di questo sito a venir fuori in forma di blog; che orrore, non mi piace l'idea di un blog: Poco flessibile. Troppo labirintico dove non serve, poco dove lo vorrei. Ma non è nemmeno un sito di sola divulgazione, anzi devo ricordarmi di aggiungere la mail. Trovo però comodo e non solo, partire da eventi quotidiani, esattamente come partono le mie riflessioni.
Come ieri che mi trovavo coinvolta nell'impresa titanica contro le forze del tempo, del caos e del folletto di casa. Stavo cercando un libro. Un libro che so di avere. Ne ho trovati mille altri (letteralmente) di cui ignoravo l'esistenza; libri divisi per mensola anche fra fratelli d'autore, per non dire di genere. Per un momento ho avuto la tentazione di iniziare ad accorparli. Poi ho pensato al piacere della ricerca, della caccia al tesoro, al soffermarsi su titoli mai letti, incuriosirsi di nuovi lidi ed ho mollato l'idea. Potrebbe essere un buono spunto. Potrebbe esserlo anche la capacità della scrittura di imbrigliare i pensieri.
Non c'è nulla di meglio quando un pensiero ci arrovella che intrappolarlo nella carta. Non solo il tentativo di rappresentarlo, in forma artistica o di sfogo, come lettera o spiegazione, aiuta a riordinare le cose. Non solo permette di vederle da un punto vi vista più oggettivo. Ma trovo sia... Liberatorio. Non so che autore scrisse delle "prigioni di carta" ma trovo che le parole abbiano questo dopo da un lato di intrappolare l'emozione, dall'altro di permetterci poi di rianalizzarla in seguito a mente fredda. Oltre ovviamente l'interessante funzione di poter rivalutare una situazione a posteriori e non dimenticare, utile ma lo ritengo sempre meno importante di quella precedente.
Ma... nemmeno questo va bene. Dopo aver fatto terrorismo (realismo) coi cattivoni bisogna svelare il supremo trucco del giullare, nonchè regola aurea di tutto questo mondo. Non ci credete? Fare bene perchè è una cosa che non potrete imparare scolasticamente, mai e poi mai. Ma ciò non toglie che sia fondamentale.

8: finalmente ho messo guestbook e mail. La mia pigrizia non sarà toccata per molto tempo ancora. In compenso sto accumulando una ricca scaletta di argomenti che devo e voglio sviscerare e portare avanti.
Ma prendo l'occasione per riportare vigliaccamente un commento fatto da un essere testardo con cui ho litigato fino all'inverosimile, il mio "caro" figlioccio:
"Questo sito è come una lunga chiacchierata su msn con te, nella tua giornata buona e dopo aver bevuto 30 redbull di seguito. L'elemento principale che noto è che sono tuoi pensieri, lanciati in corsa ed offerti genuini, appena nati. Non vi è una ponderazione logica del discorso, è il dedalo della tua mente trapiantato sotto forma di pagine web... e ciò può essere una buona cosa! Uno strumento per riflettere da sè e far riflettere anche chi legge, sfruttando una logica che sta in mezzo tra il... classico analitico logico ed una conoscenza più approfondita delle cose, quella conoscenza che si ottiene delle volte, bizzarramente, dall'uragano di domande e risposte che svolazzano per la nostra mente..."

Che dire (a parte che ci sperava lui che il commento privato rimanesse tale...) Direi che sto ottenendo esattamente ciò che voglio, senza sapere bene come nè cosa prima di farlo.
Ma prima di andare avanti, una dedica doverosa:
Ad una musica sempre uguale e diversa, dal sapore di neve nel vento freddo di questo matto inverno. Al camminare con gli occhi chiusi in pieno corso gustandomi il freddo sul viso, ai sogni, alle immagini ed alle storie sorrette dalla musica come vele e piccole barche portate dal vento.
E la ruota sceglie per me, ecco che parlo e l'effetto ottenuto non mi soddisfa. Ma cos'è la scrittura se non una convenzione? Simboli cui fra l'altro nemmeno diamo sempre lo stesso valore. Ma quante volte ce ne accorgiamo? Quante volte usiamo il mezzo più appropriato per comunicare?

Siamo al 12 e la pigrizia unita alla sfiga mi impongono due cose. Di considerare seriamente una pagina dove esporre le mie osservazioni sul mondo (n'altra? eh si.. qualcosa come "quotidianità sotto altri punti di vista") a costo di essere (ancor più) politicamente scorretta.... ma sopratutto un sentito, ennesimo AVVISO alla gente di NON METTERE MANO DOVE NON SA!!!

 

24 novembre e tante, troppe idee in cantiere. Inizio a finire un po' le vecchie, a fiume e vedremo dove finirò.
Avevo lasciato il discorso sul linguaggio. Avevo lasciato nel punto in cui il linguaggio implica un giudizio di valore. Ci possiamo abituare alla sfumatura con cui "pippo" una tal parola. Ma pippo non ha ragione di pretendere che tutto il mondo lo capisca. No?
Ma i peggiori fraintendimenti avvengono nelle azioni. In quell'intricato dedalo di cose cui spesso si attribuisce il valore sbagliato, si manca nel giudicare.
Giudizio, giudice, devo assolutamente approfondire questo punto.
Ma ora c'è un ragionamento, sviscerato con una cara per quanto acida persona (persona...?!?) che mi preme. Vado relativamente tranquilla avendo già invitato i cristiani a non leggere.
Siamo nella decantata era dell'acquario, i più pratici avevano già saputo dalle loro guide che fra 1999-2001 ci sarebbe stato un boom dell'interesse sugli antichi culti. Eppure... eppure siamo qui, in un panorama desolato.
Cosa è successo?  La cosa peggiore.
Qual'è il modo migliore per togliere una idea dalla testa di qualcuno? Perseguitarlo?
Le streghe sono ancora qui, sul sangue dei martiri si è fondata una religione che ha snaturato ciò per cui sono morti (una per tutte, l'abolizione della schiavitù...che facevano i cristianissimi spagnoli?!?) E dunque?
Notate bene che il vaticano ha taciuto allegramente su tutti i movimenti neopagani. E più certuni (folli) strepitavano più stavano zitti. Perchè... perchè l'esasperazione è ciò che fa passare dal giusto al ridicolo (ho amici gay, rispetto il loro pensiero, ma i gay pride mi sanno di carnevalate sciocche e controproducenti, e dubito di esser l'unica) o peggio dal giusto al prepotente (una cosa è esser tollerati, altro imporre a forza qualcosa di non piacevole per alcuni... altro ancora essere semplicemente accettati). Ma è bastato questo?
No, vedo due radici marce che hanno portato veleno e decomposizione più di tutte le altre. La prima è quella di aver agito come da forma mentis cristiana.
Paradossale vero? Nemmeno troppo, più si cerca di estremizzare più si torna al punto di partenza. Cercare di "portare la buona novella" di "convertire" di "salvare".... evangelizzare in una parola sola. Anzichè approfittare dello spazio ed aspettare che la gente che doveva arrivare a certe cose ci giungesse guidata dalle solite coincidenze, si è voluto forzare la mano al Fato e non solo. E poi dire "così si fa" anzichè "questo è un modo, questo è ciò che so". Eppure se oggi dicessimo che c'è un solo modo per lavorare il vetro, per fare la carta, per produrre combustibile, ci riderebbero in faccia vero? E allora? perchè pensare sia diverso? Perchè è difficile, difficile quando ci si è abituati a strade pre-tracciate e preconfezionate decaloghi mandati giù senza digerirli, senza ragionare. Con che testa poi sorridiamo bonari sentendo che una donna cristiana ortodossa non può entrare in chiesa nei giorni del ciclo? Con quale faccia?
Eppure basta dire: ok, (il tuo) Dio ha detto ad Eva che avrebbe perso sangue ogni mese, come punizione. Eppure "qualcuno" dice che col battesimo si lava via il peccato originale no? E poi a 50 anni il mestruo passa, forse che si sia più innocenti a 50 anni che a 13?
Un ragionamento semplice e banale per smontare un uso secolare. Ma questo ci è facile farlo, qualcun altro l'ha già fatto per noi. E allora se sorridiamo di chi manda a memoria un uso così radicato (fino a 50 anni fa si diceva alle donne di non toccare le piante durante il ciclo) e lo applica, perchè non ci si vergogna di accettare come vangelo delle regole scritte meno di un secolo fa da Gardner, o quelle predicate su un sito da chi ha si e no 3 decenni di questa vita sulle spalle?
Che Ipocrisia, che schifo. Lasciare un dogmatismo per abbracciarne un altro senza accedere il cervello, senza sbattersi, senza giudizio.
Ma avevo detto due radici, e l'amarezza mi fa scrivere anche troppo.
Manca ancora la più amara, la peggiore.
Se si vuole far sparire una speranza, inutile chiudere la persona e torturarla. Nel profondo saprà di aver avuto ragione. Forse con molto impegno e vessazioni mentali si potrà lavarle il cervello ma anche stupirsi della resistenza di certe idee. E dunque? Bisogna approvarla, annuire, accodarsi alla sua idea, aiutarlo anche, e far si che arrivi nel posto che desidera ed esattamente in ciò che non voleva.
Non è un concetto per me semplice da chiarire perchè è lampante.
In una storia di Ende (stupenda) c'è un astronauta che cercava il paradiso. Si sarebbe accontentato di gettare un occhio sul suo splendore, ma anche se fosse morto nel tentativo sarebbe stato felice, certo dell'esistenza di un simile luogo. Invece trova un alto muro di cinta, cancelli arrugginiti, un panorama desolato e grigio, ed un essere che esce da un buco nel terreno, simile a un ragno, con grottesche ali spezzate pendenti sulla schiena. L'ultimo angelo impazzito dal dolore di essere l'ultimo.
Resa l'idea? Ma così uno potrebbe subdorare il trucco. Se invece, poniamo, parlassero di un giardino meraviglioso dove nascono piante non solo interamente commestibili, ma di dolciumi squisiti e perfetti (presente la sala della fabbrica di willy wonka?) chiamato Cippicioppi. Bene. Uno si sbatte, lo cerca, ci si impegna, alla fine ne trova uno. Acceso dall'entusiasmo tutto sembra ottimo. Poi però il retrogusto è di panna vegetale, il pan di spagna sa un po' di plastica, c'è un retrogusto amaro di bruciato nella cioccolata. Però... a parte che di primo istinto è impossibile rendersene conto, poi subentra un meccanismo mentale "ma come prima lo vedevo così... sarò io che mi sbaglio" e poi quello di non poter/voler ammettere di essersi illusi. Alla fine se si superano i vari "prosciutti sugli occhi" si arriva alla fase disillusione, rigetto, schifo. Il Cippicioppi diventerebbe una idea insulsa, chiunque ci creda un cretino da disilludere, il tempo speso, tempo inutile.
E invece magari il fantabuloso giardino di Cippicioppi esiste eccome ma non è quello. Ci assomiglia, ha qualche pezzo in comune ma non è quello, come una lampadina per quanto forte ed abbagliante non è il sole.
E questo è triste.

E' triste quando si perde chi doveva arrivare, è triste quando la trasformista religione senza radici si adegua rubacchiando qui e lì per catturare potenziali stelle e tenerle a lumi. E' ancora più triste quando le falene arrivano alla lampada e pensano di aver trovato il sole, o la falena femmina.
Quando sento la tale o tal'altra setta cristiana (?!?) con sacerdoti donna che parla di un dio cui si può chiedere in cambio prove tangibili e favori e questo e quello.
Io mi auguro che qualche antico dio sia riuscito a prender questa maschera e dirottare certe preghiere perchè la base del cristianesimo, ma anche della bibbia è "io faccio, tu ti attacchi". Se il figlio di dio (Gesù Cristo) non osa chiedere nulla sulla croce come diamine si fa a pensare che quel culto accetti questa cosa????
Come il "pratico magia ma sono cristiana" Questo slargarsi i confini mi schifa, è un non voler abbandonare il nido, rischiare, cercare, ci si riadattata addosso ciò che c'è alla meno peggio. Magari c'è qualcosa di *Meglio* di *più adatto*. Alle volte mi dico "meglio lampadine che rospi". Alle volte mi deprime l'idea di lampadine al posto di Stelle. Ci sono così poche stelle....
C'è chi "rosica" per il natale rubato a mithra, ognisanti rubato a shamaine e la pasqua rubata a Cernunnos, per... io piango più per Bacco, sopravvissuto per secoli nel carnevale, derubato del suo spirito e dalla sua forza dalla commercializzazione della sua festa.

Poveri Antichi Dei, che languono in un crepuscolo, guardando i loro figli troppo sordi per udirli, Inascoltati, Impossibilitati ad aiutarci come potrebbero. Per cosa, dei miei, per cosa..... per la religione delle barbie, per il trasformismo, per le vie precostituite tanto facili da imboccare, per il gioco, di cui si è tanto ansiosi di levarsene uno per prenderne un altro scelto da noi. Per troppa supponenza, per chi non ha detta "questa è una delle vie, prendi l'utile e prosegui"
Per tante piccole sciocchezze. Una Prece.

Qualcuno potrebbe dire: ma che ti frega.
Una importante lezione del ragno è che la forza, la saldezza di ogni singolo nodo rende più forse l'insieme. La sua debolezza e imprecisione indebolisce il tutto. Io ci vivo in quell'insieme e per ora di miopia ho solo quella fisica.

28 novembre. Abbastanza sconvolta dal labirinto del fauno e da alcune recenti discussioni, mi appresso finalmente a parlare del giudizio e dei giudici. Mi sento terribilmente tirata per le orecchie su questo argomento, e so che colpevolmente ritardo vista la complessità, gli innumerevoli argomenti e sottoargomenti correlati... e in poche parole, è un testo spinoso come un riccio di mare.  Uno due, tre, ora o mai più, un bel tuffo... e vediamo che ne esce. Signore e signori... la Bilancia.
Ed eccomi a discorso finito a limarlo ed aggiungere, perchè è un argomento così complesso, così tante volte rigirato, analizzato, spiegato in pezzi o discusso da non riuscire a comporlo tutto in un solo discorso. Appena mi pare d'aver finito ecco che saltan fuori dal cassetto dei pensieri altri esempi ed osservazioni pertinenti e interessanti. Come l'esempio di una cosa cosa che si propina all'altro convinti che sia per il suo bene, senza chiedersi nemmeno se abbia davvero fatto bene a noi.
Tipica scena di "tizio grande" che sentendo il bambino/a di turno che crede alle fiabe si sente in dovere di spiegargli che deve crescere, che babbo natale non esiste, che le fate non esistono, che son tutte balle e non bisogna credere alla magia e ai sogni. Fa davvero il bene della creatura? Non nego che sia in buona fede, anzi i più dannosi nel campo sono proprio quelli dis-illusi nel senso letterale ed etimologico del termine. I sognatori che hanno smesso di sognare per cocente delusione. Ma davvero davvero fanno il bene di quella creatura?

E ancora: non è forse questo il peggior orrore (ed errore) che viene addossato al cristianesimo?
"andate e predicate" diventato "andato e convertite", dove non "andate e imponete" ("ma è per il loro bene..." sicuri???? certi al 100% che lo sia? mai provato il contrario per stabilire che sia meglio quella via?).
Ed è perfino più facile giustificare chi usava la maschera della religione per fare i suoi porci interessi. Vili e vigliacchi istinti come l'avidità e l'egoismo hanno una radice animale ed una sfumatura unicamente umana. Sono "comprensibili".
Ma chi sradica una cultura millenaria per impiantarci ciò che "rende lui tanto felice e gioioso" no. Quella cosa è buona *per lui*.
Prendo un esempio, trovato non certo in un testo esoterico ma in un trattato di urbanistica: una comunità tribale stanziale (non ricordo ora se nell'america del sud o dove altro, ma mi sembrerebbe lì) viveva da sempre in un villaggio circolare. Le persone della metà est davano i frutti del loro lavoro alla metà ovest e viceversa. Si potevano sposare solo fra abitanti della metà nord e della metà sud, e tutto era regolato secondo complicati rituali ed equilibri. I gesuiti hanno costruito un nuovo paese ci pulite e solide case di mattoni. Il paese si è estinto poco dopo aver dimenticato completamente le sue radici ed abitudini.
Ora costruire nuove e solide case pare una cosa buona no? Sradicare le superstizioni pagane che fra l'altro impedivano di godersi il proprio lavoro e sposarsi con chi si voleva anche no? Dare la religione del redentore poteva parere generoso. Giusto?
Bon un popolo ha salutato questa terra.
E questo ritengo sia il miglior esempio possibile sul valore del giudice. Del giudice che capisce le cose. Capisce la realtà delle cose. E solo dopo aver capito arriva a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Perchè avrà anche capito e modificato l'accezione stessa di questi termini.
E sottolineo che anche solo distinguere ciò che E' da ciò che Non E' non solo non è da tutti, ma è tantissimo.
Oltre ad essere una base indispensabile, ovviamente. Ma dire "base" è così apparentemente riduttivo....
 

Dicembre si è pigramente avviato e la voglia di completare questo discorso ancora non è maturata del tutto. Ma non è certo un periodo improduttivo, anzi. Poco comunicativo forse.
Ma da buon capricorno continuo a rimuginare. Rimugino una domanda postami indirettamente dall'artista Neara. Perchè non sono (più) cristiana? Ricordarsi tutto il misto di orrori, concetti retrogradi, fraintendimenti, non sempre basta.  "Ma ora è diverso"(si certo, rispetto al 1200...) "ma non sono tutti così" "ma puoi credere in Dio senza credere nella Chiesa".
Ok. Vero. vero anche che il culto che ha tirato su personaggi come San Francesco qualcosa di buono deve averlo. Oltre al fatto che in un certo qual modo fa il suo "sporco & necessario lavoro".
E quindi? E quindi. Quindi la risposta diventa la più banale. Una cara persona mi ha invitato a ripassare il Credo. Credo in un solo dio: ma davvero ci credo? So per certo che ne esistono più d'uno. Sono solo Antichi? Sono Dei? In fondo sono solo emanazioni di una unica entità, sfaccettature?
Non ho la risposta in tasca e nemmeno mi serve. so quel che ho visto, ciò che sento. E quindi?
In gesù cristo? credo sia esistito ed abbia operato miracoli. Credo nel giudizio universale? Ma assolutamente no. Sono molto più propensa alla continuità del ciclo vitale, non alla reincarnazione  strettamente intesa, ma qualcosa di affine.
Basta questo?
Battesimo? peccato originale? Eccomi molto più dubbiosa. Spirito santo? non sono abbastanza teologa per esprimermi.
Tutto qui? No direi di no.
Non è che non creda all'esistenza dei "peccati". Non sono convinta che il raccontarli a un prete basti. Non sono nemmeno convinta che tutti siano perdonabili o riscattabili, e di certo dubito sia un esterno fisico a poter indicare come nel caso. Ma potrebbe esser la mia indole da "faccio tutto io", chi lo sa.
No uno dei punti che mi trova totalmente, inconfutabilmente contraria è il "porgi l'altra guancia". La faccenda del "beati in poveri in spirito" già mi rimane di traverso. Ognuno dovrebbe tendere a crescere, capire, migliorarsi. Certo non è sempre "bello" andare avanti anzi, prendendo a prestito la terminologia platonica, certo a esser "argentei" ci si fa più male che a esser "bronzei" e si hanno più problemi. Anche maggiori gratificazioni e maggiori piaceri, va bene, ma è per dire che per quanto non sia tanto "allegro" non è un percorso da cui si dovrebbe allontanare la gente. Poi c'è tutto il concetto del credere per fede, mentre io sono per la fiducia,e d anche per le prove. Ci sono congregazioni secondarie che dicono che i "san tommasi" siano ammessi ma non è certo l'insegnamento originale (beati quelli che crederanno senza vedere e toccare). E passi.
Ma principalmente sono "ama il prossimo tuo come te stesso" (eh????) e il porgere l'altra guancia che non mi tornano. Innanzitutto uno dovrebbe insegnare ad amare sè stesso e non a vedersi come l'ultima pezza da piedi, utile solo quando si fa in quattro per gli altri. Capire il suo valore e concederlo a chi  merita, o a chi si sente. Magari anche a chi non se lo merita ma non per partito preso. Secondariamente se qualcuno attenta alla sicurezza mia / di qualcuno a me vicino non trovo sensato porgere l'altra guancia. Certo, determinate reazioni alla fine danneggiano più me dell'altro, mi metton dalla parte del torto , mi sporcano ecc. Ma io non considero certo "peccatrice" una leonessa che ammazza la iena beccata a cercare di mangiarsi i cuccioli di leone, tanto per capirci.
Ultimamente sto rivalutando il detto "si vis pacem para bellum". In effetti se uno è uno stupratore recidivo chi è nel giusto? quella che fa corsi di autodifesa e una volta attaccata lo mette al tappeto, chi magari spera non capiti a lei e se succede....o quella che lo stende e lo porta alla polizia, o gli spezza le gambine, insomma fa in modo che non possa nuocere a nessuno? (relativamente al campo ed alle possibilità ovviamente)
Morale... si ci son delle cose che apprezzo di una certa visione del mondo e della fede. Non apprezzo chi pur di rimanere all'interno di una certa definizione stiracchi e cavilli, allarghi ed accomodi. Non parliamo solo del tipo "se è il signore e creatore di tutte le cose visibili e invisibili tu non hai diritto a metterci mano, ergo praticare magia e/o modificare il fato con questi mezzi" ma di tutto il resto. Non mi pare completamente onesto.
Ma ovviamente tutto il discorso è estremamente personale, è il mio punto di vista, e pur non capendoli rispetterò sempre ed ascolterò volentieri chi "sente sua" una certa via e certi insegnamenti. Magari c'è chi può porgere l'altra guancia, magari è indispensabile che esista. Che ne so io? So che non è per me, non è cosa mia, non mi appartiene, non è parente della mia morale.
Io trovo più utile fare quanto "è giusto" fare la propria parte, ecco, qui mi piace la parabola dei talenti. A ognuno il suo. A ognuno crescere fintanto che è nelle proprie possibilità, migliorarsi, fare ciò "che è nella sua storia". E no, in fondo non mi sento di giudicare chi la ha scritta in una lingua distante dalla mia. Mi piace capire, "giudicare" nel senso di cogliere i meccanismo. Ma so a priori che alcuni sfuggiranno per cui non sempre si potrà arrivare al giudizio definitivo, anzi in fondo... quasi mai. Ed ecco un'altra cosa del cristianesimo che non sopporto: come si fa a sapere che gli altri sicuramente sbagliano?


Questa stasi creativa perdura, ma d'altro canto mi sovviene la necessità di non dimenticare una importante figura. Come tutti si dimenticano quanto valga la salute finchè non la si perde troppi dimenticano il valore di un medico, un *vero medico* fino a che non si trovano fra professionisti che assegnano innumerevoli analisi e non vedono al di là del loro cavilloso campo di specializzazione.
A suo tempo, per dovuto tributo, ho dedicato un sito a questa troppo spesso dimenticata/sottovalutata divinità. Mi pare l'occasione giusta per linkarlo qui. E chissà che qualcuno non si ricordi nel momento dell'attesa in una sala spoglia da improbabili tinte pastello a chi rivolgere una preghiera.
Signore e signori Ascelpio. Il secondo dio dai tempi dell'egitto ad iniziare la sua vita come mortale/semidio e finire come divinità della cura.

Tristemente nei pressi del solstizio inciampo in una tela di tristezze, rancori e paranoie. Di vecchie cose mai sistemate per cattiva volontà possibilità o semplice mancanza di occasione. Alle volte tutto crolla. O sembra crollare. In questi casi giudicare è quasi impossibile, come cogliere ogni voce in una cacofonia di grida. Eppure non c'è altra via per uscirne bene. Non vivi, non sano, solo "bene". Correttamente. Con delle possibilità.
Rimane il pensiero deprimente, o forse troppo realistico, della serata: "[...] e finirà nel dimenticatoio come tutto. Ecco perchè il mondo va uno schifo. Perchè la gente sopravvive a tutto. e non vive nulla.
E aggiungo in questa sede, chiunque voglia dirsi strega magista sciamano asatru o qualsiasi altra cosa affine, non se lo può permettere.
Dovrei aggiornare il topo di biblioteca con qualcosa di musicale forse, perchè ora come ora mi viene in mente solo una situazione tragica e tristemente geniale dei The Cure:
"Everyone's happy
They're finally all the same
Because everyone's jumping
Everybody else's train "
E nemmeno questo ci si può permettere su questo cammino. Anche se il massimo della pratica sono due cristalli o un mazzo di tarocchi. A ogni dono corrisponde una responsabilità, e la base è quello di usare le cose con discernimento. Non per esser "paladino del bene o di una idea". Il primo dovere è l'onestà intellettuale e spirituale e fare le cose con discernimento e responsabilità. Il resto può esserci, certo. Ma viene dopo.


07-01-2007
Il primo (vero) post del nuovo anno si apre per me in un sano momento di... perplessità. Perplessità e rabbia. Avevo infatti scritto un lungo e sentito discorso appena l'altroieri e, che dire. O il folletto ha giocato col pc, o io mi sono rincretinita o qualche divinità passava di qui ed ha deciso di imparare a usare frontpage.
Era un post lungo, veramente lungo e anche piuttosto ben riuscito e non solo ero certa d'averlo salvato ma anche di averlo caricato in rete. Eppure non cen'è più traccia, è come se avessi spento il programma senza salvare (cosa piuttosto improbabile). E pazienza, del resto la normalità è da lungo tempo una vana chimera.
In questi casi mi vien da sorridere. Io dico scherzosamente che è stato il folletto. Altri sarebbero certi che sia stata dimenticanza e lo definirebbero razionale. In tutti i casi non essendoci spiegazioni plausibile credere fermamente ad una versione è un atto di fede. Perchè la fede nella razionalità, nella scienza, dovrebbe essere migliore? In fondo il primo a portarla avanti ad oltranza, il primo che ha seriamente tentato di sradicare ogni traccia di "superstizione" e misticismo è stato Robespierre.
Preferisco un "non so" e maledire il mio folletto per buona misura, personalmente.
Ma come sempre mi sono persa per strada. Ci vorrebbe di parlare un po' delle feste appena trascorse. Un po' inquietante come si siano accaparrati la data del 25 prima vari dei solari, poi il cristianesimo (che io sappia si festeggiava il 6 non il 25 in origine) e poi ancora la coca cola (il babbo natale rosso e bianco che scaccia Santa Klaus). Troppo c'è da leggere e da dire. Basta lanciare con google una ricerca con le chiavi "natale sincretico" o "dies natalis solis invictus". Poi volendo per approfondire cercare notizie su Mithra, Dionisio (pochi sanno che è stato fatto a pezzi ed è risorto) e Horus. Non che sia tutto qui per carità ma per una prima idea... Anzi sono buona e metterò due link. Non trovando le pagine online linkerò due che ho salvato e che riportano i nomi degli autori. Non le ho nemmeno lette troppo approfonditamente, ma mi son sembrate fatte benino. (del resto ho mai detto d'esser qui per dar la pappa pronta e scodellata?)
Ci sarebbe al limite da riflettere e discutere sulle implicazioni di queste sovrapposizioni: l'energia va a mithra? a cristo? A Santa Nicholaus o il vecchio panzuto e bonario disegnato dalla coca-cola la attira solo a sè? Non ho ovviamente risposte (certe), ma trovo interessante lanciare lo spunto al lettore. Io intanto ci rifletterò. Ma come promesso: natale sincretico e dies natalis.
L'argomento del giorno in realtà non è questo. L'argomento, o meglio, il commento, potrebbe star benissimo sotto la voce "perchè farlo/perchè scegliere questa strada".
Una persona che non solo non sa nulla o quasi dell'argomento ma certo non sa nulla di me, celiava sulla visione della divinità. Dopo qualche mio commento mi ha fatto la domanda più banale e apparentemente illogica: Si ma tu che ci guadagni?
Voglio dire, è facile dire "ma che visione materialistica del menga". Ma in fondo è quella più logica. E' troppo facile dire "il potere" o "la conoscenza". Infatti anche io di primo istinto ho sentito di dover "difendere" la mia scelta spiegando che per esempio, ho una gamba abbastanza risanata.
Ma.... ma ci sono pile e pile di svantaggi. E di vantaggi certo. Ma non è la capacità dell'incatesimuccio la ragione. Nemmeno dell'incatesimone.
Avere "potere". Si ha un mezzo in più per affrontare le cose, e cose che accadono perchè si padroneggia quel mezzo. Anche cose che accadrebbero comunque, quindi tanto vale averlo. Anche sapere e capire sono solo strumenti, strumenti delicati e potenzialmente a doppio taglio.
Alla fine ho trovato la risposta, in tutta la sua banalità. Perchè questa via? Perchè onorare gli Antichi Dei (certuni almeno) perchè usare l'Arte perchè rompersi "inutilmente" la testa su cose di cui la maggior parte della gente non si preoccupa.
Posso dire solo una cosa. Ho ottenuto il privilegio di, a tratti, avere la certezza di stare vivendo la mia vita. Mia tutta mia. Non un copione ereditato da qualcun'altro, non un capo "tagliaunica" ma qualcosa di assolutamente su misura. Perchè *è giusto così*. Non posso certo bluffare e dire che sono certa che tutto ciò che faccio o vivo, per dirlo alla Ende "sia parte della mia vera storia". Ma una certa parte si, e più si procede più aumenta. Perchè sono grata di quelli che ho incontrato sul cammino e fanno parte di questa storia. In fondo si può volerlo vedere come essere il personaggio di un libro. Se si è creati in un libro fantastico non si sta bene trapiantati in altri testi e nemmeno si sarà pienamente soddisfatti conoscendo i personaggi di altri bellissimi libri ma che sono, che ne so, di un romanzo verista o di un trattato filosofico.
Alla fine non val la pena di vivere la propria vita? Non è un bellissimo guadagno?
Per ora sono convinta di si. Ho trovato la mia risposta e ne sono soddisfatta.

A posteriori mi è venuta in mente una aggiunta tanto semplice quanto calzante. Chi ha letto il piccolo principe (e chi non l'ha fatto rimediasse) ricorderà spero la discussione della volpe, quando spiega cosa vuol dire addomesticare, creare dei legami. E ricorderà anche che quando il piccolo principe deve partire lei sa che soffrirà. Alla domanda "perchè l'hai voluto, cosa ci guadagni" la risposta è "ci guadagno il colore del grano".
In questo caso posso dire (almeno una parte di me lo dice sorridendo) ci guadagno il colore dell'arcobaleno.
Il sentire è una cosa terribilmente soggettiva. Ma il colore dell'arcobaleno, per me, non ha prezzo. Ed è bello così.

 

26 Maggio 07
Alle volte le cose seguono le leggi della fisica, con effetti dell'attrito massimi in zona di partenza e di termine del moto di un corpo. Forse non era così la legge, ma è così che lo percepisco: ripartire è sempre complicato.
In realtà è rimasta a ribollire l'analisi sulla seconda parte del giudizio, nonchè sulla figura del giudice. A troppe cose bisogna metter mano, e talvolta anche ri-metter mano. Forse non è ancora il momento. Forse.
In compenso c'è un altro argomento che mi sta passando e ripassando nel cervello, come se il "Caso" si divertisse a ripropormelo in diversi modi, ragion per cui riprendo a scrivere e se ci saranno ripetizioni circa concetti già detti... beh almeno non mi si potrà accusare di mancanza di coerenza.
L'argomento in realtà è simile a quello di "giù le mani", lo sviluppo direi che ne è una prosecuzione. In ogni caso nessuno mi paga per fare un lavoro perfetto quindi ecco a voi: La Roulette Russa.

E affrontando questo tema mi sono trovata senza un riferimento importante, che sarebbe però risultato eccessivo compresso in quella pagina, quindi ecco un piccolo spazio ad una cosa che si sottovaluta troppo spesso: l'Esperienza.


22 Giugno 07
Riprende la saga della valutazione, questa volta sul serio. E ovviamente prima faccio un altro lavoro da tempo in sospeso, una "tabellina degli argomenti, inseriti rigorosamente in ordine cronologico e con i "titoli" o falsi titoli che si possono ritrovare in questa pagina. personalmente trovo insensato e dannoso leggere una di queste pagine senza la sua bella introduzione, ma neo caso di ricerche un piccolo indice è comodo (anche per me in effetti).
Bene, tornando all'argomento del giorno, si tratta di una evoluzione del Giudice. Da un lato abbiamo la conoscenza delle cose e la valutazione delle stesse. Allegato a ciò c'è la consapevolezza che conoscerne le parti non implica necessariamente conoscere l'intero (aver sperimentato il sapore di farina, acqua, lievito, sale e olio mi fa conoscere quello della focaccia forse? Ed aver provato un pane fatto con questi ingredienti naturalmente permette di stabilire a priori se e quanto si troverà gradevole una fetta di pane. E se siete d'accordo con l'ultima affermazione... complimenti per non aver capito un ciuffolo del discorso e per esser convinti che tutte le altre centinaia di forme e tipi di pane esistenti non differiscano dal vostro / siano realizzati con ingredienti diversi. Certo perchè i maccheroni sono uguali agli spaghetti... santa papera!)
Poi c'è tutto un discorso da fare a parte sulla percezione della realtà, su quanto sia "arbitraria" per natura e quando debba e possa esserlo trattandosi di noi, e quanto poi "conoscere" la verità cambi o non cambi lo stato delle cose. Si perchè per dire una cosa particolarmente stupida: io posso sapere che una maniglia di metallo è a temperatura ambiente, posso anche sapere esattamente quale questa sia grazie ad un termometro ambientale, ma nulla toglie che se lo tocco normalmente lo sentirò freddo, o che nel momento in cui avessi tenuto la mano sotto l'acqua ghiacciata la maniglia risulterà calda al tatto. La verità (qualunque cosa essa sia) non è scindibile dal giudizio, e questo appare chiaro, meno evidente è forse che la percezione delle cose *deve* rientrare nel giudizio stesso e come sia spesso lei a far pendere l'ago della bilancia. Il tutto soprattutto se si parla del decidere di fare o non fare qualcosa. Perchè alla fin questo è il primo vero compito del Giudice e del piccolo giudice che è in ognuno di noi: decidere se una cosa va fatta o non va fatta, e farlo in fretta.
bene, questi sono i punti che devo trattare ma anche a metterli giù mi sembrano una traccia di tema per di più mal posta, tanto vale acchiapparne uno, iniziare e sperare in bene. La Realtà e la Morale sono parenti? No? Dovrebbero.
 

4 Luglio 2007
Rimuginando sui numerosi esempi tagliati fuori dal "superconcentrato" su morale e realtà sono piuttosto tentata di farne un breve elenco a parte. Ma mi viene in mente che ho "dimenticato" di specificare una cosa, per me obiettivamente scontata.
Allora le capacità "magiche", affinate con esercizi, particolari "rituali o incantesimi" o banalmente innate sono una sorta di "bonus non materiale" (accenderò un mutuo per tutte queste virgolette >.<)
Esiste chi sa rendere credibile tutto ciò che dice pur sparando castronerie enormi, e tutto senza aver studiato nè recitazione nè oratorio, c'è chi crea dipendenza psicologica, chi particolare intuito...
Certo, alcune cose si posson sviluppare ex novo studiando appositamente, certe si possono affinare e certe così come le si riceve ce le si tiene. Per "caso" conosco un sacco di persone che possiedono doni particolare in forma più o meno latente, dalla signora che vede le presenze in casa (e ci convive come fosse normale) arrivando a vedere una bambina in casa di amici... bambina che sarebbe nata solo di lì a qualche anno ovviamente, fino alla madre che "sente" che la figlia sta male fiondandosi a scuola prima che quella riesca a telefonare (no al tempo non c'erano i cellulari) passando per quella che sa chi è al telefono prima di vedere il numero e lo trova terribilmente irritante. (Qualcuno mi ha anche detto che è terribile sapere in anticipo cosa c'è nel pacco che ti stanno consegnando, io ovviamente non avendo questo dono non riesco a capire il problema, e tanto meno capire il cercare di perdere questa capacità specie se uno vuole diventare medico e potrebbe indirizzarlo alla diagnostica.)
Alcune capacità, alcuni ruoli, sono tutt'altro che piacevoli o positivi per il proprio equilibrio mentale. Si è tanto abituati a demonizzare i vampiri (no, non vlad, parlo di chi drena attenzione, energia, crea dipendenza etc) ma ci si è mai chiesti come sia esserlo? C'è chi ci convive, imparando istintivamente a usarlo per accentuare il piacere fisico; ma c'è il rovescio della medaglia, occorre molto più autocontrollo per smettere, per essere fedeli, per capire cosa *realmente* si desideri, si rende dipendenti e si diventa dipendenti. Ho conosciuto anche una persona disperata per questo suo essere, che reprimeva di continuo questa tendenza, incapace di deviarla, minimizzarla, controllarla. Avvicinarsi a qualcuno e temere, sapere che gli si farà del male, on sapere se si ama o se è solo fame, se avvicinarsi è affetto o egoismo...orribile. E da quale altezza chi non è così giudica?
Certo c'è anche chi ci sguazza con indolenza e cerca di danneggiare chi gli sottrae l'attenzione proprio come un bambino piccolo.

E cosa c'entra? C'entra, perchè che sia dote innata e non curata, o affinata e controllata, gli effetti sono maggiori che in una azione "base", senza bonus. Azione tal dei tali dannosa (per sè, per altri, per tutti) senza bonus di effetto X con bonus diventa 2X ma anche 20X. Quindi?
Ben svegliati... quindi se non si sanno vedere le cose, se si è portati a credere all'amico in lacrime contro il tizio cattivo...
Porto un esempio: protagonista una persona che conosco, dotata da madre natura di forza sopra la norma. Età 14 anni, gli amici lo convincono che un tale li ha malmenati e lui per vendicarli picchia il tale con un martello da fabbro, fratturandogli le costole. Un annetto e più dopo scopre che il tizio grande e grosso era un salumiere che li aveva pescati a taccheggiare il negozio... (per la cronaca, crescendo non solo ha messo la testa a posto, è anche entrato nell'esercito ed è una ottima persona di solidissimi principi, come del resto è sempre stato. Solo con l'esperienza ha imparato a non farsi manipolare.)
Non siete convinti? a voi non succederebbe mai? ne riparliamo quando uno/a caro/a amico/a arriva in lacrime per la storia rovinata da un/una rovinafamiglie o perchè tizio e caio lo/a maltrattano/a? Sul lavoro, negli affetti o quel che sia?
E quando poi sembrerà così ovvia la scelta da fare e si vorrebbe evitare alla persona cara del caso un mare di guai in seguito al suo errore?
Si è proprio sicuri di avere una comprensione oggettiva e completa della situazione? Di ciò che è giusto fare? Magari deve imparare la lezione e cavarsela da solo/a, magari le cose non sono come crede, magari è in fase di vittimismo e deve riconsiderare le cose oggettivamente magari...
Magari è sacrosanto che più si abbia potere di cambiare le cose più si finisca a considerare il quadro talmente in generale da evitare di farlo. Offrire una mano è diverso da vivere al posto dell'altro, aiutare a chiarirsi le idee dallo scegliere per conto terzi. A volte si subiscono ingiustizie e menzogne e più che aiutare l'altro a snebbiarsi la mente non è consigliabile fare.
Diventa indispensabile saper riconoscere i discorsi da manipolatori, saper cogliere la differenza fra una cosa realmente pensata da molti ed una gridata da 10 in una folla che non li osteggia. (il miglior modo per avvalorare una idea/ideologia è che sia plausibile al 50% non verificabile per l'altro 50%, avere qualche agitatore ed un avversario troppo irruente che con la sua eccessiva foga sottolinei il proprio dire... il che è profondamente triste). Insomma, diventa indispensabile che questo potenziale accresciuto sia usato in modo più accurato, con maggiore consapevolezza, il tutto per la famosa questione che guidare una 500 è diverso da guidare una ferrari.
Poi solito discorso: sono più ricco? rischio di più i ladri. La macchina corre? La velocità è più inebriante, il vento più esaltante, stare attenti e smettere più difficile, sentirsi onnipotenti più facile, l'impatto fa più male. Ma queste cose le ho già dette e ri-dette.
Altro esempio: empatia. E' bello sentire le persone, intravedere cosa si agita dietro certe parole, capire e comunicare al meglio, ma è terribile assorbire il nervosismo, la rabbia, amplificarli involontariamente e ritrasmetterli. Imparare a "chiudersi" ed a scaricare diventa indispensabile, capire i meccanismi che auto-alimentano certe sensazioni anche. Provare per credere. Brutto essere empatici? Ci si nasce, si può scegliere di imparare a gestirlo, di conviverci, o di cercare di diventare insensibili, ovvero scappare e reprimere tutto, negare ciò che si è con scuse con sè stessi tipo "i vincenti sono burini che non sentono nulla" o "i difetti vanno corretti". Non credo personalmente che si possa mai smettere di essere sè stessi, se si vuole apportare un cambiamento: è come per le diete drastiche, c'è l'effetto yo-yo, solo che può essere distruttivo. Molto distruttivo. Parliamo pur sempre del concetto base "cosa esser tu" (alla brucaliffo), una cosuccia da nulla davvero (data per scontata mediamente, come se esistere e muoversi nel tempo comportasse automaticamente essere)
Dopo questo lunghissimo discorso rimane una nota apparentemente stonata: un avviso per i veggenti. Ma in fondo tutti "vedono", chi più e chi meno, non solo chi normalmente si intende con tale parola.
 

5 Luglio 2007
Mi è stato fatto notare che mi dilungo troppo (vero, devo migliorare le capacità di sintesi) e che molte delle cose che dico valgono per tutti i campi, anzi valgono più per la vita quotidiana che altro.
Quello che noto in chi non è "addetto ai lavori" è la tendenza a considerare certe cose come avulse dalla quotidianità. Parafrasando il famoso telefilm, ecco il nuovo argomento: Vita da Strega.

A distanza di 8 giorni ancora la pagina non mi convince, trattare un argomento così è... in una parola, ingannevole. Perchè di vita se ne conosce solo una, tanto per intendersi, perchè ci sono mille cose che si danno per scontato e mille sfumature che vanno a farsi friggere se si stila una media. Intanto ho inavvertitamente cancellato l'ultima versione con il nuovo argomento, il Cerchio. Forse tanto un caso non è stato, leggere per credere.
 

14 Luglio 2007

Mi hanno raccontato che, verso il finire della seconda guerra mondiale, la gente si nascondeva terrorizzata quando sentiva avvicinarsi un aereo, che fosse alleato o nemico. Mi hanno raccontato del terrore di bambino nascosto fra i cespugli assieme alla mamma, timoroso di qualsiasi movimento. Mi hanno raccontato che gli aviatori tendevano a essere imprevedibili, come ubriachi, e che si divertissero a terrorizzare la gente. Una volta due ragazzi notarono una contadina che si era accoccolata presso un muretto non avendo migliori nascondigli, e trovando molto buffa quella donna si erano divertiti a passare a volo radente sparando sul terreno vicino a lei, guardandola rimanere come un coniglio terrorizzato davanti a un camion, immobile.
Si avvicinarono così tanto che la uccisero con una raffica di mitra.
Una volta scesi dall'apparecchio non sapevano spiegare cosa gli fosse preso, erano bravi ragazzi, non avrebbero mai pensato di far male a qualcuno e tanto meno a loro connazionali civili. Ma visto dall'alto era tutto così... distante. Non si erano resi conto di ciò che stavano facendo, ed hanno spezzato una vita.

Dopo questa breve digressione fra i ricordi e le riflessioni riprendo in mano l'ultimo argomento, per quanto sia stata prolissa non ho certo detto tutto. Non che lo si possa fare, ma un approfondimento sugli "aspetti negativi" e sulla difesa da essi è doveroso. Quando l'unità cede all'esterno o violentata dall'interno, allora il Cerchio è Spezzato.


18 Luglio 07
L'uovo di Colombo. E' l'unico modo in cui posso definire il semplicissimo ragionamento che sta dietro alla necessità di non usare l'Arte contro chi ci ferisce.
Naturalmente pur partendo da una cosa semplicissima, appunto, un uovo di Colombo, (e chi non sappia da dove nasce questo modo di dire se lo ricerchi, è istruttivo) non poteva rimanere pura e liscia. Man mano che provavo a spiegare mi sono resa conto che mancavano svariati, svariatissimi appigli, parti di altri ragionamenti o informazioni che tendo a dare per scontate, ma che in effetti non hanno (ancora) trovato posto in questo sito.
Quindi è venuto qualcosa di complicato, che parte da quanto detto e collega considerazioni sui vari tipi di Esseri che popolano questo buffo mondo (in tutti i suoi livelli) e sugli effetti della Pratica, in particolare della Cura. Insomma è venuto pieno come un uovo, un uovo dal quale non si sa cosa uscirà però. Un Uovo di Pasqua.
 

04 Agosto 2007

Ben due argomenti nel calderone, che a furia di bollire rischiano di essere un superconcentrato come “realtà e morale”, un piatto per stomaci resistenti e cervelli allenati. Ma dato che mi sono finalmente decisa a fare qualcosa di “didattico” uno stile di tal fatta è tutto fuorché auspicabile. Ho notato che nonostante le introduzioni ed il quadro di insieme tratteggiato in “mondo arte ed altro” spesso quando vado a dissertare su un qualche argomento ho la necessità di dare un bel po’ di cose per scontate. Purtroppo pur volendo fare un sito per “pochi ma buoni” non posso dare per scontato che con tutta la buona volontà, esperienza e quant’altro, si afferri subito il punto di vista. E’ questa la ragione per cui mi smentisco aprendo una “piccola scuola di magia”. Chi non sa potrà farsi una idea, spero capendo poco o nulla, chi sa invece potrà inquadrare meglio il mio modus operandi, anzi “ragionandi” in questo caso.


09 Agosto 2007

Alle volte ci si sente gli unici a vedere le cose in un branco di ciechi, e si affacciano i sospetti di cecità volontaria o di personale follia. Ancora schifata dal mini comizio camuffato da discorso ho deciso di regalare a chi passeggia di qui la ricetta per un nuovo cocktail, sperando che la adoperi non per realizzarlo ma per riconoscerlo: La Bugia Perfetta.
Ancora più semplice della "ideologia plausibile" richiede un bel po' di faccia di bronzo ed un pizzico di carisma.
Si mettono 50g di verità consolidate, ammorbidite con 20 risapute ma poco dette ed uno o due uova di "verità fintamente-per-pochi". Se ne si è provvisti alleggerire l'impasto con una battuta spiritosa dal retrogusto un po' amaro, quindi adagiare con naturalezza i 30 grammi di menzogne facendo attenzione ad amalgamare bene il tutto.

Faccio un esempio. Un politico ha parlato della importanza di non rimanere indietro, di sfruttare le offerte del turismo senza svendersi, dell'importanza delle radici, vera grande ricchezza della zona. Ha criticato chi, miope, distrugge i muretti a secco. Poi ha accennato al ritardo, alla sfida verso il futuro, dicendo che non si può fare come quelli che "hanno chiuso il porto perchè non vogliono svendere la città agli stranieri, lasciando fuori quelli del paese adiacente". Risate generali e compare la triste verità dei ritardi delle amministrazioni che fanno perdere opportunità. Ritardando ritardando il mare ha eroso il porto e si è insabbiato tutto.
Piccolo problema:
- in italia non ci sono più artigiani capaci di costruire muretti a secco e molte sovvenzioni della CEE per la ricostruzione e manutenzione dei medesimi son state rimandate indietro per questo. La Toscana è l'unica regione che ha fatto qualcosa concretamente, importando artigiani jugoslavi e organizzando corsi.
- il molo è stato distrutto perchè il mare sapeva quel che faceva, e sono riusciti a farlo reggere solo dopo aver spianato a suon di mine il fondale. Distruggendo una larga parte di scoglio per far transitare i mezzi pesanti e rendendo a rischio crollo (nonostante le successive iniezioni di cemento)i le grotte più suggestive facilmente accessibili senza una barca.
- l'ingegnere che seguiva il progetto aveva indicato che così sistemato il porto si sarebbe insabbiato per via delle correnti che il secondo molo andava a deviare. Fu rimosso poco dopo dall'incarico...
- per allargare ancora il porto per accogliere i "turisti" bisognerebbe distruggere definitivamente una delle uniche due piccole spiagge rimaste. Altre 2 sono state inquinate dalla chiusura dello stesso. Questo per barche che sostano in media 4-5 giorni senza portare all'economia della località nulla salvo che l'acquisto benzina, rispetto a chi affitta una casa.
Senza contare che sarebbe indubbiamente più utile avere un lungomare percorribile a piedi, anche coi tacchi. Per quanto buone anche le opere del fascismo dopo svariate decine di anni chiedono un cambio di pavimentazione.

Che tristezza...
 

 

 

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