Qualcuno starà storcendo il naso dinanzi alla mia citazione "potteriana". Sebbene io stessa non ami il maghetto commerciale trovo divertenti i film e non lascio certo sfuggire uno spunto divertente&interessante!
Non è serio iniziare un discorso serio su un argomento serissimo con una citazione così. Lo so. E per questo mi permetto di farlo.

Come commentavo l'altro giorno con un amico "bisogna essere veramente carismatici per andare in giro con le ciabattine con l'orsetto di peluche". Ed è vero! Bisogna essere fighissimi, convinti e sicuri. Tutti possono portare uno straccetto di vuitton, ma un paio di calde, morbide pantofoline con i peluche-orsetti, con tanto di papillon, sono per pochi. C'è chi può e chi non può. Me può!

Cosa c'entra? non l'avete capito? Ma che state su sto sito a fare scusate?
Bah per stavolta la spiego. E' molto semplice in realtà. Così semplice da essere invisibile.
Parlare di magia ed esoterismo con tono da profeta, ammantarsi di oscuri rigiri, gettar fumo negli occhi, son buoni tutti.
Il grande non è quello che indossa il super-abito di marca, è quello che fa andare di moda l'impensabile.
Tornando a noi: io so che sto dicendo, ho sufficiente sicurezza per mandare a farsi un giro tutti quelli che citano libri e testi meglio dello schedario di una biblioteca e svariati "maestri sapientissimi". Nella loro semplicità e nel loro umorismo sono ancora più elitari dei testi ermetici. Ed è questo il punto.
Queste cose sono per pochi, si confondono da sè, anche se le si mette semplici, e se le si tritura troppo non son più loro. Quindi perchè affannarsi? Poi si corre il rischio di prendersi troppo sul serio.

Ed è questo il punto della pagina.
Chi era il giullare? il matto?
L'unico a poter dire la verità
Ma la verità ha un peso insostenibile, bisogna usare la giocoleria, farla roteare come tante clave infuocate o non se ne esce vivi.

In parole povere?
Riprendiamo dall'inizio.
Ho parlato dei cattivi cattivoni.
Deficienza del linguaggio? No. Vi assicuro che basta aver letto 5 libri in croce per risultare efficaci & terrorizzanti (o uno solo di Lovecraft). Ma non è questo che voglio essere. La mia arte è quella di perdere di continuo e ritrovare di continuo l'equilibrio danzando attorno alle cose.
Quindi. Quindi torno al titolo.
Su cosa si basa la magia "ridiculus"? Un mostro che prende la forma delle peggiori paure, lo combatti immaginando la suddetta paura in veste ridicola.
Nulla di nuovo, da sempre si consiglia agli studenti terrorizzati di immaginare il professore che fa le boccacce a un neonato o in analoghe situazioni.
Questo vale nelle situazioni comuni, figurarsi in quelle dove emozioni e istinto sono predominanti. Si si ok,. c'è chi ritiene sia giusto abbattere le emozioni, la razionale e fredda logica su tutto bla bla bla. Ma l'istinto è ciò che ha permesso a quelli che davanti ad una tigre scappavano di sopravvivere. Non è la cosa più semplice del mondo da eliminare (e non sarebbe manco salutare farlo) indi... aggirare, arginare, imbrogliare.
Insomma, non ci si può prendere troppo sul serio, o non se ne viene più fuori.
Io sono il grande mago di stracavolo, ho fatto questo e questo, tu come osi orrido impiegato rimandarmi indietro per un timbro che non si legge? E tu stupida vecchiaccia sorpassarmi in fila alle poste?

No no non funziona così. Non funziona, si esce di testa. Si rompono tutte le regole sul silenzio, quelle morali, si rimbecillisce pensando che si riesce a fare tanto in una cosa e magari tanto poco in una apparentemente più banale esame di analisi matematica.
E' una componente della vita, una delle tante. Come saper cantare o suonare il piano. Quanti alla fine sono solo cantanti o solo pianisti? E quanti fanno un lavoro medio ma coltivano la loro passione, per sè stessi, magari per amici e parenti?
Beeeene. Iniziamo a ragionare.
Ora è già abbastanza fuori di testa la vita in un certo modo, se ci si fa prendere troppo è finita. Inoltre molte volte scherzandoci su si arriva a delle cose che con ore di ragionamento non si troverebbe/ammetterebbe e si arrivano ad accettare delle cose che si iniziano a considerare per gioco. Si imparano delle cose giocando. Giocare è importante, l'aspetto ludico e la giocoleria mentale e non sono fondamentali. Tutti gli animali imparano le cose utili nella vita giocando.
Quindi? Quindi è diverso definirsi o definire qualcuno sommo taumaturgo o healer senza frontiere, discendentediAtlantidedistaceppa o merluzzo. Demone-del-settimo-cerchio-terza-traversa-a-sinistra o "rompiballe tentacolato", guerriero della luce o guerriero lampadina.
Dissacrante, è vero. Ma c'è un momento per ogni cosa, anche quello in cui un giullare come me si ferma e fa la riverenza. Il famoso discorso del momento giusto. Per il resto occorre prenderla come viene. Saperla prendere come viene e si, saper capire anche quando il momento di smetterla e di fare sul serio.
La capacità di non avere paura senza essere pazzi incoscienti e/o inconsapevoli. Di non prendere nulla sul serio senza essere idioti/lobotomizzati/buffoni.
Si buffoni. c'è differenza fra giullare e buffone.
E' tutto una differenza palpabile e palese, eppur sottile e incerta, come l'equilibrista sul filo. Una questione di abilità, di esperienza, intuito, istinto, di sapere che la corda è lì in quel momento, che la clava arriverà in mano.
Non si impara dei libri. E no. Non mi si vedrà seria, mai, manco pagata. Non mi si vedrà seria fino al preciso istante in cui smetterò di colpo e inizierò a far sul serio. E forse anche allora apparirà solo una delle tante matterie del matto.

Alla fine le cose sono ciò che sono.
I nomi hanno potere, ma è un potere in due direzioni.
C'è magia anche nell'affibbiare un nome se questo riesce a calzare addosso.
Se si ha paura, nel profondo dell'animo, sotto l'auto-convincimento e le armature, si aprono le porte a un botto di cose, le si potenzia e le si nutre; e spesso chi si crede pavido ha dentro il coraggio puro di un leone quando si trova a voler scegliere in campo per qualcosa per cui ne valga la pena.
non è deprezzarsi il punto. La modestia è per chi non si può permetter altro.
Io adoro la presunzione. E ce ne vuole tanta per non prendersi sul serio.
Non hai ancora capito? Allora non sai proprio cosa voglia dire danzare.
E questo io non lo posso aggiustare.