Di solito è la domanda perfetta per far interstardire ottusamente qualcuno con il tipico sottofondo "posso fare quello che voglio io, sono grande".
Come molti hanno detto (Nietzche mi dicono dalla regia, di sicuro LaVey) bisogna stare attenti a ciò che si desidera... sopratutto se non si ha ben chiaro cosa si sta chiedendo, aggiungo io.
Insomma ammettiamo che abbiate validissime motivazioni, che non vogliate solo l'equivalente della macchina che vi sembra più figa / la stessa cosa che fa la persona migliore di voi e quindi non capite perchè voi no.
Buona parte del percorso comporta un "acuire i sensi" (o se vi piace, acquisirne di nuovi) il che comporta tanto più male e casino a controllarlo quando vengono troppo sollecitati, e sopratutto imparare nuovi aspetti delle cose. Quindi analisi più complicate, più fattori di cui tenere conto. Più nemici.
Quando ci si arricchisce ci sono anche più ladri. Quando si amplifica la propria portata d'azione quello che prima era l'equivalente di urtare col ginocchio un'auto parcheggiata diventa l'equivalente di urtare con un angolo del carroarmato... e aggiungerei che la cosa vale anche per l'auto-farsi male. Insomma se date un pugno male al massimo vi sbucciate una nocca, o vi fare male all'osso della mani, se impugnate male una pistola potete spararvi addosso da soli.
Questa è logica, è un concetto banale che anche un bambino capisce.
Solo per qualche misteriosa ragione la gente se lo scorda sempre. Se si sale ci si fa più male cadendo. se l'ampiezza dell'oscillazione dell'altalena aumenta da un lato aumenterà anche dall'altro. Se si imparano cose nuove arrivano anche nuove difficoltà, come in ogni videogioco che si rispetti.
La differenza è solo che mentre al quadro 8 si incontrano difficoltà da quadro 8 nella vita possono capitare anche quelle 4 al quadro uno, e quelle 1 al quadro otto.
A esser proprio onesti c'è un altro aspetto delle cose: qualcuno si è chiesto perchè io dica tutto ciò?
Perchè lo dica indipendentemente se chi si affacciato qui segua la mia stessa fede o meno?
Bravi boccaloni, e io che scrivo a fare le introduzioni?

Well... iniziamo a dire che io ho un alto concetto dell'egoismo, perchè se si è davvero egoisti sino in fondo si fa qualcosa per evitare che la propria "casa" sia invasa da ratti e scarafaggi, se si è sinceramente egoisti quindi si finisce per prendersi cura di ciò che ci circonda.
Voi pensate che la vostra allegra bravata del rito con le amichette del cuore nel casolare abbandonato sia una gran figata, o che la bellissima evocazione con i vostri figherrimi amici sia una cosa potente maestosa degna di voi...
Dal mio punto di vista siete da prendere e sbattere di testa al muro finchè uno dei due non si rompe.
Perché?
Vediamo un poco. Il primo pensiero è "ma se sbaglio pago io che ti frega a te brutta rompiscatole arrogante?"
Chiunque l'abbia pensato è pregato di tornare a giocare al piccolo mago (il kit per prestigiatori dagli 8 ai 12 anni). Perchè? Banalissimo: chi manovra una benedetta ruspa non può pensare di danneggiare solo sè stesso.
Ci sono luoghi inquinati da energie messe a caso, ci sono danni incredibili per cose fatte male.
Esagero?
Provate a lasciare una patata dietro un mobile e vediamo 2 mesi dopo chi esagera. Provate ad abbandonare un pezzo di legno bagnato in una stanza e vediamo se dopo l'intero stabile non avrà bisogno della disinfestazione. Potrei continuare all'infinito con piccole cose (ammesso che siano piccole) che posson danneggiare molti.
Una persona "depressa" che lasci il suo pensiero involversi su sè stesso rischia di attirare ma generare anche larve e esserini analoghi, e così come in certe stanze da letto "casualmente" le piante tendono a seccarsi e morire così uno che decida di prendere e guidare un camion con rimorchio senza un vero perchè e senza fare prima le guide in bici e in macchina è un omicida e non un suicida. E mi fa infuriare perchè altri pagheranno il prezzo di queste bravate così come spesso chi corre come un pazzo si salva e chi cerca di scansarlo si ammazza.

Ok, ok, mi sento molto mago-merlino-scoiattolo che rimprovera semola-scoiattolo dicendo che non deve saltare di slancio, inebriato dalla bellezza del gesto, ma calibrare valutare e saltare.
La verità è che tutto quello che ho detto è vero e che è anche vero che ci sono casi in cui le parole restano al palo.
Ho conosciuto gente che dovrebbe scegliere questa via terrorizzarsi e gente che è portata come un ferro da stiro al nuoto incaponirsi.
Il punto è che bisogna solo fare la cosa giusta.
Non ciò che ci piacerebbe fosse giusto ma *la cosa giusta*
Il punto è che tutti abbiamo iniziato con tanto entusiasmo ed una incoscienza da guinnes e poi abbiamo sbattuto la testa da qualche parte, e ora guardiamo con riprovazione i giovani entusiasti e imprudenti. Solito discorso, l'esperienza non si può veder e non si può regalare. Ma invitare la gente a pensare sul serio a cosa sta per fare è il minimo perchè chi è "di casa" verrà in qualche modo aiutato, avrà la tipica "fortuna del bambino". Gli altri rischiano di farsi e di fare tanto tanto tanto male.
A esser furbi mi direste "ma come dici che è la tua strada e comunque ti sei fatta male, allora menti". Ovvio che mento, perchè questa è la verità. E' vero che ci si fa male ed è anche vero che si viene aiutati.
Ma farsi male quando non è la propria via, quando magari si tolgono risorse tempo ed entusiasmo a quella giusta, è da deficienti.
Quale cuoco non s'è mai scottato, quale sub o nuotatore non ha preso una medusa o un riccio, quale cavaliere non è mai caduto da cavallo?
Ma ho visto tanti cavalieri mollare dopo la prima brutta caduta e/o un cavallo azzoppato, e tanti altri tornare in sella e metterci ancora di più l'anima. Ma i primi non avrebbero fatto meglio a lasciar perdere subito, invece di farsi male, spender soldi, azzoppare una bestia innocente e probabilmente far imbizzarrire altri cavalli mettendo in pericolo i rispettivi cavalieri ed amazzoni?