
Hai trovato questa pagina? bravo, non pensavo che
qualcuno lo facesse visto i due link apparentemente sullo stesso argomento.
In effetti questo non dovrebbe esserci, ma continuando a pensare a ruota libera
m'è venuto in mente che c'era ancora tanto da dire sulle sfaccettature del
tempo. In realtà non voglio dilungarmi, solo sottolinearne una, una che mi sta a
cuore.
In particolare voglio parlare degli Spazi Vuoti.
Impiliamo il tempo come fossero ordinate scatole di un archivio, raggiungendo
livelli di raffinatezza da maestri di tetris. "non posso perdere tempo" è un
ritornello noto. "non ho tempo" anche.
Siamo pieni di giocattoli e aggeggi mangiatempo. Si attende il pullman? ci sono
i giochini del cellulare. Si parla, si parla di continuo se c'è un vuoto. Io
stessa mi sono resa conto di mettermi a riesaminare idee discorsi o sensazioni
in coda al semaforo o sotto la doccia.
In realtà adoro perdere tempo. Se ho qualcosa che mi arrovella, un pensiero ai
margini del campo visivo, una grande soluzione è prendere il fido lettore mp3 e
uscire a camminare senza meta. Impormi un momento in cui i pensieri fluiscano
soli e indipendenti, senza freni.
Ecco da questo punto di vista mi mancano le lunghe e noiose ore di lezione, mi
venivano sempre in mente un sacco di idee e di cose da fare e da mettere in
pratica. Perfino alzandomi per andare a lavarmi le mani mi vengono in mente
possibili aggiunte a questa pagina, certo di più che quando mi siedo davanti a
schermo e tastiera.
Siamo abituati a dire che nessuno ascolta più i sussurri del vento o si incanti
dinanzi ad un tramonto, e quante volte ci si ferma a farsi avvolgere da queste
sensazioni senza quella di sottofondo di star perdendo tempo? Di dover fare
altro?
Così tanto che si arriva a riservare una casellina di tempo alle pratiche ed ai
riti, la via della natura e della spontaneità chiusa in uno schedario, in un
sepolcro senza terra nè pace.
Non si può cogliere il divino delle cose in ogni istante della vita, non sarebbe
umano. Se passiamo da una officina dopo difficilmente sentiremo i rumori
inferiori a un tot decibel. Dopo una lunga ricerca in biblioteca potremmo
avvertire molte più sfumature ed una gamma più ampia di suoni. Ma se ciò che ci
occupa la giornata non sta a noi deciderlo (beato chi vive senza lavorare, ma
come dire...) l'apertura mentale, la capacità di cogliere l'attimo si!. Se
arriviamo a dirci "chissenefrega del tramonto ho fatto tardi a pagare la
bolletta" qualcosa non torna. E' umano, è comprensibile, ma forse dovremmo
fermarci e riflettere che probabilmente ci stiamo togliendo tutte le piccole
possibili fonti di "ricarica".
Da questo punto di vista ho trovato sempre geniale l'idea della "preghierina
serale" in cui si cerca una cosa, una sola per cui quella giornata sia stata
degna di essere vissuta o sia almeno diversa dalle altre. Quando il tempo
diventa una melassa grigia che impasta numeri sul calendario è segno che
qualcosa non sta funzionando, stiamo sopravvivendo senza nemmeno renderci conto
che non stiamo vivendo.
Tutti consigliano di dedicarsi ad una attività manuale, pochi sottolineano la
capacità di fare da "spugnetta bagnata su lavagna dei pensieri", togliere il
grosso lasciando affiorare dopo le cose più pressanti e forse importanti.
Quanti hanno paura dei ricordi, dei pensieri? Nel migliore dei casi "ora ho
altro da fare" e "tanto è solo un circolo vizioso".
Continuo a scrivere e non arrivo al punto.
Il punto lo coglie magnificamente quello che non mi stancherò di definire uno
dei più grandi autori di testi di magia.... Michael Ende.
No non è una presa in giro. Il romanzo per bambini (ma dove, ma quando) Momo fra
le altre cose coglie benissimo con la sua storia l'assurdità dell'idea di
"risparmiare tempo". Certi concetti sono così, si catturano solo con una
ragnatela molto ampia e ben distribuita e non è detto che ad una prima occhiata
si veda tutto ciò che vi resta impigliato.
Chiudo quindi questa parentesi e vi lascio la domanda: state risparmiando tempo?
e per farne...che?