PERCHE' ASCLEPIO? PERCHE' PARLARNE?

 


Ritengo che queste siano le due prime domande da pormi per iniziare a spiegare ciò che ho imparato, e ciò che mi ha spinta a condividere queste prime esperienze con degli estranei.

Iniziamo dalle riflessioni:
Nel campo della medicina non si può parlare di una vera e propria scienza, per quanto ci venga detto, sentiamo e vediamo mille volte piccole cose che i dottori non si spiegano e ascrivono a "categorie di probabili cause" che curano con rimedi generici, riceviamo diagnosi diverse da specialisti di eguale bravura e competenza, e in generale, quante volte non sappiamo se una cura funziona davvero, o ha solo l'effetto di una panacea?
Ed ancora quante volte dinanzi a dolori molto forti, a diagnosi o effetti di cure che non arrivano, ci rendiamo conto di quanto la nostra salute sia preziosa, rispetto ai crucci che normalmente ci affliggono?
In questi casi è nella natura umana cercare conforto nella propria fede. Cosa che per gli appartenenti a culti monoteistici è relativamente facile, ma per i pagani?
Se si analizzano le figure più comuni (polarità femminile, e quella maschile) troviamo schiere di divinità che sono simbolo di fecondità, di nascita, crescita e morte, di libertà,  divinità guerriere ma, mai divinità *risanatrici*
paradossalmente le divinità "della vita" non hanno fra i loro "campi di influenza" storicamente riconosciuti quelli curativi, tutt'al più in alcune tradizioni, le divinità insegnano a sacerdoti/esse - streghe - sciamani come curare.
Invece uno dei pochi dei-medici (non patroni della medicina e della salute, ma direttamente medici), una figura anzi assai più vicina agli uomini perchè divenuto Dio, una figura venerata per secoli e ovunque vista come bonaria, per nulla capricciosa e vendicativa come gli altri dei greci, viene dimenticata.
Analizzando la figura di Asclepio cosa troviamo? Un dio solare (figlio di Apollo, gli vengono sacrificati galli) ma evidentemente legato ad aspetti lunari (le fonti sacre, i serpenti) quindi un dio maschile, ma evidentemente equilibrato con le energie femminili e vitali, un uomo che mette da parte gli insegnamenti sull'arte della guerra ricevuti da Chirone per dedicarsi esclusivamente alla taumaturgia.
Troviamo poi appunto racconti che lo vedono come un uomo il cui principale interesse era l'arte del guarire, fino ad arrivare a sfidare le leggi naturali dell'avvicendarsi della vita e della morte, un padre, un maestro, energico e generoso, che richiede un "pagamento" per i suoi servigi, ma accetta di guarire un bambino che gli offre le sue biglie, in quanto, per le sua possibilità, equo compenso.
Quindi, alla fine, una figura del tutto positiva, che è divenuta divinità per riconoscenza delle persone, quindi, volendo rifarsi a un discorso più disincantato, una forma - pensiero relativamente giovane, che non trova precedenti se non forse nella figura di Imothep (l'architetto-medico divinizzato e divenuto appunto dio dell'architettura e della medicina).
Però una figura che ha resistito nell'immaginario collettivo per vari secoli, lasciando dei suoi usi fin in seno al cristianesimo (gli ex-voto), quindi, plausibilmente, ben delineata e formata, ma il cui campo di influenza e potere è di sicuro andato diminuendo di pari passo con lo scomparire del suo culto, dei suoi templi.
Una divinità, un antico, una guida, ha bisogno della energia fornita dai suoi fedeli, da chi lo consulta, dal suo protetto, nel caso migliore, prende tale "energia" in cambio di favori, insegnamenti, protezione, aiuto.
Se a questo punto del discorso vi sentite persi, ragionate su questo: tutte le divinità hanno preteso fede, riti, devozione, in cambio di favori, ognuna in forme e proporzioni diverse; solo una ha preteso e pretende fede e obbedienza, e promette una ricompensa non in questa terra, un aiuto come dono e non come cosa dovuta in cambio della devozione sopra citata....
Se siete dell'idea che una divinità sia eterna, slegata dai viventi, e che se ne occupi solo per carità e totale disinteresse, potete anche cambiare sito. Qui vige la ferma convinzione che per quanto una divinità, una forma-pensiero sviluppata da secoli di preghiere e immaginario comune, sia perfettamente in grado di sopravvivere quasi integra anche a secoli di oblio, ogni entità che non dispone di corpo materiale necessita di energia nuova per mantenersi, rinforzarsi, avere energia per agire sul piano delle energie sottili e su quello materiale (senza consumare la sua).
Rientrando da questa digressione, torniamo a trovare il nostro Asclepio, abbandonato dalla memoria comune, che occhieggia da polverosi libri e scarse memorie e testimonianze, eppure delineato come entità prettamente positiva, e fondamentalmente generosa.
Perchè quindi non approfondire la conoscenza del suo mito attraverso le notizie storiche (abbiamo raccolto nelle apposite sezioni tutto il possibile) e scoprire se forse non sia lui la figura più adatta ad essere invocata quando si è in malattia, e magari ringraziata per la salute? Perchè non affidarsi alle sue cure, anziché cercare aiuto in divinità meno "adatte" ad intervenire in campo di salute?
Del resto, quando ci rompiamo una gamba, andiamo dall'ortopedico, non dal medico generico, se abbiamo bisogno di una particolare informazione in campo delle leggi sull'agricoltura non ci rivolgiamo ad un generico laureato in legge, ma da un avvocato  specializzato in tale settore, e infine per una lottizzazione o un piano regolatore non ci si rivolge al generico architetto ma ad un urbanista.



ed adesso la seconda parte della spiegazione: perchè ho deciso di parlarne?
Per spiegare questo a chi legge come a me devo iniziare una storia. Una storia banale punteggiata, come spesso accade di malanni,cui i medici non trovano mai una spiegazione precisa ed una cura... fino a che non ne compare uno, dovuto a difetti ossei creatisi fin dai tempi del ventre materno, e per pura sfortuna, uniti a varie altre situazioni, che creano uno stato prolungato di dolori molto forti, infiammazioni, e in generale, uno stato di zoppia piuttosto pronunziato. Non abbastanza per stampelle e sedia a rotelle, ma sufficiente per faticare per una sola rampa di scale, per vedere una ora di camminata come una meta da pagare con una notte di dolori e così via.
A questo si aggiunge una fastidiosa infiammazione, che sembra per certi versi quasi una cancrena, che non accenna minimamente a passare nè a peggiorare, con nessuna, nessuna cura, uno di quei malanni stupidi e fastidiosi come un sassolino nella scarpa, se non fosse che porta a camminare in maniera ancora più falsata, forzando la gamba malata.
Così un giorno, fra viaggi e ricerche, ecco apparire questa figura. Una divinità maschile eppure legata al serpente, simbolo lunare, più di un dio della guarigione, un dio medico. Un qualcuno che è divenuto divinità, quindi una figura meno disincarnata, volubile e capricciosa dei suoi colleghi dei greci (e di quelli umani, professione medico).
Senza sapere altro, ma con qualche esperienza fatta assieme ad un amico, che aveva risvegliato in me una certa curiosità circa questa figura, decisi di provare a cercarlo, perchè, fondamentalmente, la risposta "se la operiamo al 50% il disturbo peggiora, in compenso, magari con gli anni, potrebbe attenuarsi da solo" non mi andava a genio.
Non pretendo che la mia esperienza sia creduta, nè ho intenzione di dilungarmi sui particolari della ricerca. Fatto sta che pochi giorni dopo il mio "incontro" con Asclepio, e dopo l'intuizione di lasciar cadere sulla parte offesa una goccia di cera bianca  per un certo numero di sere di fila, sotto la pianta del piede si formò una crosta che cadde, lasciando la carne pulita e senza alcun dolore, e dopo non molto tempo, l'infiammazione alla gamba passò, ed a tutt'oggi posso salire le scale, camminare, fare una moderata attività fisica. Certo, qualche doloretto permane, sopratutto in seguito a movimenti fasulli o sforzi eccessivi, ma non c'è paragone con quanto provato prima.
Esperienza analoga l'ho avuta pochi giorni fa, quando al colmo della disperazione, sono ricorsa nuovamente all'aiuto di questo dio, stavolta per aiutare l'animale che da anni mi accompagna. Purtroppo operando di notte, sono arrivata stremata alla fine della richiesta, e non ricordo il seguito, persosi fra le nebbie del sonno, ma la situazione è stata questa: primo giorno di trattamento con i medicinali, con dose doppia da impatto, febbre scesa di 2 linee. Secondo giorno, trattamento base e preghiera al dio taumaturgo... e la febbre era scomparsa, e tutti gli altri sintomi non spiegati, le infiammazioni sparse, fino ad allora in aumento, stavano regredendo.

Tutto quanto ho raccontato potrebbe essere ascrivibile al caso; potrebbero essere banali coincidenze.
Io non ho mai creduto alle coincidenze, e del resto tendo a fare anche un ragionamento molto materialistico.
Dando per scontato che si creda nell'Arte, nelle divinità antiche, perchè Asclepio non dovrebbe cercare di aiutare dei malati, come è sua vocazione, per di più quando ha così poche persone che credono in lui?
Perchè non dovrebbe essere lui la persona che ho visto venire in risposta alle richieste di aiuto, quella che ho re-incontrato successivamente? Anche se quando avevo ben poche conoscenze sulla sua figura, l'ho "visto" poi molto simile a quanto ho successivamente riscontrato in altri testi e nelle foto delle sculture?

 

Arrivati a questo punto credo sia ora di "separarci".
ovvero, la fase puramente conoscitiva è finita da un pezzo.
Se come medici, come ammalati, come parenti o amici di persone malate, avete sentito che rivolgervi ad Asclepio è la via giusta per cercare un consiglio o un aiuto, allora proseguite pure, altrimenti, mi auguro che la lettura abbia se non altro ampliato le vostre conoscenze storiche e mitologiche.